Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
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1989
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336
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336
Renata Allio
I fatti, essenzialmente i fatti, devono provare come noi ci interessiamo del popolo, e come abbiamo nel programma democratico cristiano una vera e salda ristorazione sociale.
In Cristo sta la luce del progresso, la luce da cui emana la vera giustizia, i sacri diritti del popolo, che furono calpestati e violati in ragione diretta dell'allontanamento da Lui .S7)
Quanto poi al crescere delle dimensioni delle fabbriche e all'introduzione sempre più massiccia di macchine, l'atteggiamento dei cattolici mutò in questi anni. Inizialmente, rifacendosi soprattutto alla Rerum Novarum , il giudizio dei parroci era negativo. L'industrializzazione aveva creato squilibri e tensioni sociali, aveva fatto fallire le piccole imprese, generato monopoli. Le macchine avevano sostituito gli operai, aumentando la disoccupazione.68) Con il passare degli anni i cattolici avvertirono che questo loro atteggiamento finiva coll'awalorare la protesta operaia, la quale minacciava di tradursi in scioperi o, peggio, in atti di vandalismo e comunque alimentava l'odio verso gli imprenditori. Allora l'atteggiamento mutò:
Se non dall'economista, oggi ancora dal popolo vien alcuna volta manifestato il dubbio sull'utilità che la macchina ha portato alla classe lavorativa. Conviene pertanto in questi tempi in cui tanto si agitano le questioni operaie e da certa gente vien messo in mala vista l'industriale, acuendo così l'odio di classe, conviene mostrare come falso ed ingiusto sia quel principio economico, e che dei vantaggi che la macchina ha recato non solo gli industriali ma anche gli operai hanno largamente goduto .69)
II collaboratore dello Stendardo ammette che le macchine abbiano creato disoccupazione in alcuni settori, ma rileva che esse hanno occupato mano d'opera in attività nuove, quali sfruttamento di miniere precedentemente non utilizzabili e costruzione delle macchine stesse. I salari tenderebbero inoltre ad aumentare con il passaggio dalla piccola alla grande industria, ne sarebbero prova le mercedi più elevate corrisposte in Inghilterra e negli Stati Uniti rispetto a quelle italiane e spagnole. Le macchine avrebbero anche portato ad una riduzione dell'orario di lavoro ed eliminato
) Dopo la preparazione, firmato: Lice, Lo Stendardo, 31 agosto 1901.
6S) La macchina sostituì troppo rapidamente nelle industrie il braccio umano, per cui si ebbe una produzione esuberante, superiore al bisogno, ed ottenuta con un numero minore di lavoratori, mentre altri attendevano, forzatamente disoccupati, di poter prendere posto attorno alla macchina o applicarsi ad altro ramo di lavoro.
E poi: lo stesso sviluppo che prese la grande industria, portò una scossa potente allo stato sociale assorbendo la piccola industria e riducendo i piccoli industriali prima alla miseria e poi alla necessità di farsi a lor volta semplici operai per poter campare [...]. Di -più la grande industria è necessariamente incostante; ha delle annate prosperissime a cui seguono poi crisi dolorose o per nuove invenzioni, o per spostamento stesso dei mercati.
E di queste crisi, abbastanza frequenti, ne risente la società intiera . {Appunti di sociologia. La questione sociale nel secolo XIX, firmato: Pierre, Lo Stendardo, 26 gennaio 1901).
9) La macchina e l'operaio, firmato: Pièber, Lo Stendardo, 30 settembre 1901.