Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
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1989
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Renata AlTto
Nella società attuale, questo è molto evidente, la macchina porta un grande pregiudizio ai lavoratori, malgrado ciò che dicono gli economisti che vengono a concludere che lo strumento meccanico, riducendo le spese di produzione, porta il buon mercato dei prodotti, donde profittano i lavoratori come i consumatori a.73)
L'Idea Nuova ammette che ciò è vero, ma ricorda che nella società capitalista la macchina produce altresì disoccupazione e i salari risultano troppo bassi per consentire agli operai di approfittare della riduzione dei prezzi di taluni prodotti. E ancora L'Idea Nuova a scrivere: Sì, è vero, le macchine sono le più potenti e inesorabili nemiche dei lavoratori perché dove esse vengono applicate fanno una spietata concorrenza al lavoro umano; ma non erano le macchine e i loro inventori a produrre disoccupazione:
le macchine producono una maggior quantità di ricchezza con una fatica minore dell'uomo, e sono quindi per se stesse le vere e grandi benefattrici del lavoro. Se oggi arrecano alla classe lavoratrice tanti danni, se rubano il pane ai disoccupati, se fanno abbassare il salario a coloro che ancora sono occupati, se fanno fallire e precipitare nella disperazione il piccolo industriale che non possiede j capitali per comprarle, se col conseguente squilibrio fra produzione e consumo fanno arrestare ogni tanto il lavoro finché i magazzini di prodotti si svuotino, se infine invece di essere le alleate sono le affamatrici del lavoratore è per la semplice ragione che nell'attuale assurdo ordinamento le macchine, come gli altri mezzi di produzione, non sono di proprietà di coloro che lavorano .76)
L'ostilità dei lavoratori nei confronti delle macchine doveva comunque permanere dura, se nel primo decennio del Novecento i socialisti si affannavano ancora, attraverso tutti i ioro periodici, a dire che le macchine non dovevano essere distrutte:
Distruggere le macchine sarebbe come ricacciare l'umanità nel medio evo, nella barbarie. Chi può immaginare il ritorno ad una società in cui non vi fossero più né il vapore, né il telegrafo? [...].
Le macchine sono il frutto della civiltà: coloro che le hanno inventate, raccogliendo tutto il pensiero scientifico delle generazioni che li avevano preceduti ed applicando il proprio ingegno a nuovi studi ed investigazioni, credettero di far opera che non a vantaggio di pochi privilegiati si risolvesse, ma andasse a vantaggio del genere umano.
Non è la macchina di per se stessa che faccia danno alla classe lavoratrice. Destinata a sostituirsi al lavoro dell'uomo, a ridurlo ai minimi termini, a semplificarlo, quintuplicando la produzione, essa dovea naturalmente servire, alleggerendo il peso della fatica umana, a creare un maggior generale benessere economico. Senonché, accaparrata e monopolizzata da alcuni, ha servito e serve come strumento di spogliazione del lavoratore, e mentre, da un lato, getta fatalmente sul lastrico centinaia di operai,
75) Le macchine, non firmato, Corriere Bieltese (fondato nel 1896 come supplemento per il circondario di Biella de // Grido del popolo, poi organo dei socialisti del circondario di Biella), 18 dicembre 1897.
76) 1 macchine oggi e domani, non firmato, L'Idea Nuova (periodico socialista di Alessandria, fondato nel 1897), 20 giugno 1897,