Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
anno
<
1989
>
pagina
<
343
>
. Industrializzazione e progresso in Piemonte 343
che si potrebbe far produrre mediante le loro perfezionatissime macchine messe in azione e sorvegliate da pochissimi operai?
Che varrebbe mai anche per loro aver diminuito la mano d'opera, e spinta al massimo la produzione, quando perdessero i compratori?
Eppure la tendenza naturale del capitalista è proprio questa; avere la maggior possibile quantità di prodotti impiegando il minor numero possibile di lavoratori. Ogni padrone d'industria deve contenersi così, per diminuire le sue spese e aumentare i suoi profitti.
E appunto perciò anche oggi sebbene sia ancora molto lontano il giorno in cui le macchine potranno sostituire quasi completamente l'operaio noi vediamo, nel mondo capitalista, da una parte crescere sempre più il numero dei disoccupati e dall'altra aumentare continuamente la quantità della merce che resta invenduta perché non trova compratori.
Di qui le cosiddette crisi di sovra-produzione, che sono viceversa crisi di sottoconsumazione.
L'industria fallisce perché non può vendere i suoi prodotti; e il proletariato stenta perché essendo disoccupato o mal pagato non può comprarli! La macchina che moltiplica per cento per mille le forze dell'uomo e che dovrebbe quindi costantemente e in ogni caso moltiplicare di altrettanto il benessere sociale diventa invece causa di miseria [...]. Anche questo dimostra che le macchine non devono e non potranno rimanere di proprietà dei privati .81>
Gli enormi vantaggi delle macchine si andavano sempre più rendendo manifesti, ed Enrico Ferri, nel 1907, nel corso di una conferenza, sciolse un inno alla macchina a vapore, assunta ad emblema del progresso scientifico, ma anche economico e sociale, del XIX secolo. Simbolo di civiltà , la macchina a vapore aveva contribuito ad alleviare le fatiche umane, ad affratellare i popoli nel segno del progresso. Per Ferri erano le invenzioni, le innovazioni tecnologiche ben più che le guerre e le gesta dei grandi , quelle che avevano segnato le tappe della storia umana, intesa come storia di conquiste pacifiche e di progresso civile. Di conseguenza, non le date delle battaglie, ma quelle delle principali invenzioni avrebbero dovuto essere insegnate agli studenti:
Tre le date, tre i fatti che segnano il cammino della civiltà. Tre gli avvenimenti che dovrebbero essere annoverati come i fatti più salienti della storia della Umanità e che ai giovani che intraprendono gli studi dovrebbero esser ricordati nei libri di testo, in luògo di far loro imparare che la storia è fatta dalle biografie dei grandi e che fu raggiunta col mezzo barbaro di conflitti sanguinosi. E questi fatti splendidi di gloriosa luce umana sono: l'invenione del telaio meccanico del Jacquard, la costruzione della macchina a vapore, l'invenzione della pila di Volta. Questa ultima invenzione che segna il principio di tutta un'era gloriosa di conquiste splendide segna pure il nome d'Italia nell'elenco delle nazioni che alle grandi scoperte diedero tributo di opere illustri .82)
Anche l'industria idroelettrica apriva nuove strabilianti prospettive e portava fatalmente verso una formidabile concentrazione industriale. A fine
si) / progressi della macchina e la fame?, non firmato, Corriere Biellese, 11 novembre 1910.
82) La macchina a vapore, da una conferenza di Enrico Ferri, La Valanga, 5 maggio 1907.