Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI PIEMONTE SEC. XIX-XX; GIORNALI CATTOLIICI PIEMONTE SEC
anno
<
1989
>
pagina
<
347
>
Industrializzazione e progresso in Piemonte 347
erano altrove, nella grande industria, nella finanza internazionale, nelle nuove aggressive élites del capitale. Dietro l'entusiasmo affiorava rapidamente la paura del nuovo. Prima o poi tutti avrebbero avuto di più, prima o poi tutti avrebbero lavorato di meno, ma intanto il mondo sembrava già corrompersi i perdere speranza e bellezza. La nostalgia del buon tempo antico si faceva più acuta, parallelamente alla paura di un mondo in cui il ritmo biologico dell'uomo avrebbe dovuto fatalmente adattarsi a rincorrere quello delle macchine. E non si capiva dove tutto questo portasse.87)
Quanto la comune umana paura del nuovo, acutizzata dalla fase di seconda rivoluzione industriale ,**) abbia inciso su questi giudizi e sullo stesso sorgere delle correnti antipositiviste resta difficile da valutare. Così come resta da vedere in che misura il pessimismo sostanziale della cultura abbia contagiato, attraverso periodici e opuscoli, anche il largo pubblico. Del disagio delle masse abbiamo notizie indirette dagli stessi giornali. I contadini che lanciavano zolle di terra agli automobilisti e circondavano curiosi, ma non certo benevoli, la mongolfiera caduta sul prato,89) i cattolici che ascoltavano le prediche contro il progresso blasfemo, i valdesi che rifiutavano, secondo i consigli dei loro pastori, il lavoro di fabbrica,90) gli operai che sentivano minacciato il loro posto di lavoro dalle macchine e propendevano al sabotaggio, tutti costoro probabilmente condividevano il giudizio negativo sul processo di sviluppo in atto.
E ciò nonostante Torino procedeva rapidamente nel campo delle nuove
87) Anche nel romanzo popolare che compariva nell' Appendice della maggior parte dei giornali sì avverte a fine secolo un ripiegamento pessimistico. A livello popolare trionfano, come in Francia, opere che portano apertamente in luce il meccanismo di consolazione e di evasione [...]. Le strutture diventano più scorrevoli, e appaiono capaci di assimilare e volgarizzare facilmente i temi decadenti, che si diffondono da noi attraverso romanzieri come D'Annunzio, Fogazzaro, Butti, Oriani [...]. Dell'impegno civile non resta più nulla: la grande crisi di credibilità dei valori tradizionali, e anche di quelli patriottici, che investe con particolare violenza l'Italia degli ultimi decenni del secolo, porta al ritrarsi in sé della borghesia, che non crede più al magnifico futuro promesso dai progressi della scienza, e all'esasperazione del popolo, le cui condizioni tendono a peggiorare piuttosto che a migliorare (A. ARSLAN, Romanzo popolare e romanzo di consumo fra Ottocento e Novecento, in AA.W., Darne, droga e galline, Milano, Edizioni Unicopli, 1986, pp. 43-44).
88) Anche se per noi si trattava dei primi passi verso lo sviluppo industriale, non di meno le tecnologie da adottare dovevano necessariamente tenere conto del livello raggiunto dai paesi più avanzati.
89) Sensazioni aeronautiche (sulla navicella del Centauro ), di Ercole Maggi, Il Momento, 24 giugno 1904.
90) Si vedano in proposito: A. CUCCUREDDU, Le valli valdesi e l'emigrazione verso l'estero net periodo 1881-1921, influenze sul territorio, tesi di laurea discussa presso la facoltà di Economia e Commercio di Torino, nell'a.a. 1983-84, relatore prof. R. Mazzucca; A. BOTTAZZI, L'industria cotoniera nel Pinerolese: la filatura Mazzonis/Widemann di San Germano Chisone, tesi di laurea discussa presso la facoltà di Economia e Commercio di Torino nell'a.a. 1987-88, relatore prof.ssa R. Alilo.