Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918; <> 1915-191
anno <1989>   pagina <350>
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Roberto Morozzo detta Rocca
l'Osservatore dalle autorità vaticane, si tratta forse di ricordare che il giornale si uniformava costantemente alla linea generale della S. Sede, ma d'altra parte aveva nella sua conduzione una componente di infor­mazione e di commento giornalistico sui fatti, così come interveniva reattivamente nelle polemiche condotte spesso da altri organi di stampa contro di esso.
Tutto ciò in larga misura prescindeva dal controllo immediato della Segreteria di Stato, che veniva esercitato semmai talora a posteriori, né sempre per propria iniziativa. Spesso infatti erano le proteste o le rettifiche dei lettori più diversi che portavano le autorità vaticane a prendere in considerazione l'uno o l'altro articolo dell'Osservatore, quando questo era già stato pubblicato da uno o da dieci giorni.
Le carte dell'Archivio Segreto vaticano per il periodo del pontificato di Benedetto XV che riguarda la prima guerra mondiale suggeriscono una conferma del ruolo dell'Osservatore come giornale ufficioso della S. Sede, ma al tempo stesso emerge anche una sua autonomia giorna­listica nel trattare avvenimenti e problemi d'attualità. L'Osservatore è usato dalla S. Sede per far conoscere la propria volontà e per comu­nicare i propri atti, ma c'è tutto uno spazio del giornale, la più gran parte, in cui vengono espresse solo le opinioni del direttore e dei redattori, i quali si sforzano d'interpretare correttamente il pen­siero delle gerarchie vaticane, ma non sempre vi riescono perfetta­mente, oppure lasciano prevalere certe loro arrière-pensées. Tranne forse che per una serie di articoli concernenti la neutralità e l'imparzialità della S. Sede, che pare siano da attribuire alla firma del cardinal Gasparri ma la cui paternità deve ancora essere accertata con sicurezza,3) nel 1914-1918 tutti gli articoli di fondo dell'Osservatore, gli editoriali ed i commenti della prima pagina che erano di gran lunga gli scritti più significativi del quotidiano, venivano stesi dal suo corpo redazionale con la sola preoccupazione che non fossero contradittori con il magistero pontificio ed il pensiero di fondo della S. Sede. Certamente in alcuni delicati momenti e periodi questi articoli venivano concertati direttamente con le autorità vaticane, ma normalmente questo non avveniva. Respon­sabili del giornale, quale usciva ogni giorno dalla tipografia, erano dunque essenzialmente i giornalisti che vi scrivevano, mentre la S. Sede sembra ne controllasse la linea complessiva per così dire nel più lungo periodo, salvo intervenire in qualche raro caso per esigere una precisazione o una smentita.
Durante la prima guerra mondiale l'Osservatore conta una dozzina di redattori ed alcuni collaboratori fissi, sempre però inferiori al numero
3) L'attribuzione al cardinal Gasparri di non meno di settanta articoli volti ad illustrare la politica imparziale della Santa Sede fra le due parti in conflitto in A. LAZZARINI, L'Osservatore Romano, in AA.VV., Vaticano, a* cura di G. FALLANI e M. ESCOBAR, Firenze, 1946, pp, 631-652, 648. Anche in HANNELORE JUTERBOCK, Die Terza Pagina der italienischen Tageszeitung mit besonderer Berticksichtigung des Osservatore Romano , Mlinchen, 1970, si riporta questa attribuzione. Tuttavia nei fondi dell'Archivio Segreto vaticano sino ad ora aperti alla consultazione non ho trovato tracce di queste iniziative di Gasparri per l'Osservatore.