Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; <
> 1915-191
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1989
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Z/ Osservatore Romano
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dei redattori.4 La contabilità del quotidiano è conservata tra le carte della Segreteria di Stato in posizioni in parte al momento inaccessibili perché non riordinate; ma quanto è aperto alla consultazione mostra una gestione dei rapporti di lavoro interni al giornale non certo improntata a criteri di modernità aziendale né freddamente burocratica. Tra l'amministrazione ed il corpo redazionale vigono relazioni per metà familiari e per metà paternalistiche. Ogni redattore e collaboratore s'accorda per lo stipendio individualmente, contando sia su regolari mensilità che su assegni e regalie concesse di tanto in tanto. Quando qualcuno chiede degli aumenti, la risposta è sovente quella di una somma una tantum.5) D'altro verso lo stesso direttore, Giuseppe Angelini, che nel 1917 ha uno stipendio triplo o quadruplo di quello dei suoi redattori, non esita a richiedere all'amministrazione del giornale anticipi e prestiti per fare regali al nipote che si sposa o per consimili motivi.6) Se mai si ipotizzasse seriamente un margine di indipendenza giornalistica dell'Osservatore dalla S. Sede, la sua gestione amministrativa dimostrerebbe chiaramente il legame non solo di proprietà ma quasi ombelicale dei suoi redattori con la S, Sede. Quest'ultima li sceglie tra persone ad essa particolarmente devote e ne fa airuninistrativamente più dei famigli che dei regolari salariati, tanto da esserne coinvolta nei più privati e svariati problemi personali. Nel 1917 il corpo redazionale dell'Osservatore è composto da soli italiani e questo forse contribuisce alla sua unità nel servizio e nell'interpretazione delle direttive della S. Sede. Del resto, l'ultimo giornalista dell'Osservatore non italiano era stato poco tempo prima quel mons. von de Gerlach che
4) Cfr. Archivio Segreto vaticano (d'ora in poi ASV), Segreteria di Stato (d'ora in poi S.S.), guerra 1914-1918 (d'ora in poi guerra), rubrica 244, fase. 27, la documentazione sugli stipendi del corpo redazionale dell'Osservatore con l'elenco di quanti lavoravano al giornale.
5) cfr. ad esempio la richiesta del redattore Proia nel 1918 con la decisione presa dalla Segreteria di Stato, quale è riportata dai protocolli della Segreteria di Stato* al n. 69844 (anno 19il8) in ASV.
6) cfr. in ASV la richiesta di Angelini alla Segreteria di Stato del 20 dicembre 1917, segnata nei protocolli della Segreteria stessa al n. 162 .(anno 1917). La figura di Giuseppe Angelini, che pure fu direttore dell'Osservatore per vent'anni (1900-1920), non sembra caratterizzarsi per il carisma di una forte personalità. Nei vari scritti sulla storia dell'Osservatore i cenni ad Angelini sono piuttosto frettolosi ed offrono di lui l'immagine di una persona fedele alla S. Sede, ma sembra di poter intuire di scarsa iniziativa, e poco incisiva nella conduzione del quotidiano. Giuseppe Dalla Torre nelle sue Memorie (Milano, 1965) racconta aneddoti in cui Angelini appare persona distratta, mentre nella commemorazione di p. Enrico Rosa dei direttori dell'Osservatore precedenti a Dalla Torre, del 1936 <L' Osservatore Romano e le benemerenze dei suoi direttori, in La Civiltà Cattolica, 20 giugno 1936, pp. 441-454), Angelini appare negli ultimi anni del suo incarico, quelli dei pontificato di Benedetto XV, come una figura stanca, malata e affannata nel raccordare il giornale alla linea dei suoi superiori. Angelini, nato nel 1855, era stato insegnante di liceo ed avvocalo prima di occuparsi di giornalismo. Su di lui cfr. pure P. G. COLOMBI, Sette direttori per un secolo, in L'Osservatore Romano, 1 luglio 1961, e qualche cenno in F. .LEONI, L'Osservatore Romano, Napoli, 1970.