Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; <
> 1915-191
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1989
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Roberto Morozzo della Rocca
pare avesse poi in qualche modo contribuito a far saltare la corazzata italiana Leonardo da Vinci?)
Scorrendo le annate dell'Osservatore negli anni della prima guerra mondiale, tuttavia, l'impressione che se ne riceve è quella di un giornale condotto quasi su due registri. C'è l'Osservatore portavoce delle autorità vaticane, fedele interprete della loro volontà, apparentemente mai da essa dissonante, che si affanna nel difendere la politica della S. Sede ed è considerato dall'opinione pubblica come il suo rappresentante ufficiale. Ma accanto a questo Osservatore c'è il giornale quale quotidianamente esce dalla penna dei redattori, sempre interpreti fedeli della lettera dei documenti pontifici ma non sempre dello spirito che in profondità li anima, sempre assertori accesi dei diritti della S. Sede ma con delle venature polemiche che li apparentano talora più alla tradizione della controversistica intransigente che alla moderazione conciliatorista che contraddistingue il papa. L'Osservatore non tradisce mai la fiducia concessagli dalla Segreteria di Stato, ma in quale misura riesce a trasmettere ai suoi lettori in modo integrale la linea di questa ed il magistero del papa? Spesso sfumature poco percettibili rivelano una certa incomprensione della volontà dei superiori, che del resto sembrano accontentarsi dello sforzo che i redattori indubbiamente compiono per esprimerla al meglio.
In quanto vi è di essenziale, l'Osservatore interpreta certo fedelmente gli orientamenti della S. Sede e del papa. Questo è particolarmente evidente, ad esempio, nel periodo della neutralità italiana, in cui l'Osservatore fornisce della formula della neutralità condizionata l'accezione più rispondente al pensiero della S. Sede. In questi mesi la varia stampa cattolica non sembra in effetti raccogliere la formula espressa dal conte Dalla Torre il 5 gennaio 1915, su indicazione della S. Sede, come una posizione unitaria per i cattolici italiani. È stato giustamente rilevato che i diversi gruppi e personaggi del mondo cattolico italiano interpretavano variamente la formula.8) Taluni mettevano maggiormente in luce il termine neutralità che non le condizioni cui era legata. Altri insistevano più sul concetto della disponibilità dei cattolici italiani a compiere il loro dovere in caso di guerra, se le autorità, cui la decisione della guerra era condizionata , cioè delegata, l'avessero decisa. È nota la posizione di un p. Gemelli, che già nel periodo della neutralità anticipava quel suo motto del tacere ed obbedire , facendo della neutralità condizionata la premessa logica dell'impegno bellico.9) Stupisce invece il trovare nelle
7) Su raons. von de Gerlach cfr. J. LEPLON, L'action diplomatico-religieuse de Bénoit XV en faveur de la paix durant la première guerre mondiale, in Benedetto XV, i cattolici e la prima guerra mondiale, a cura di GIUSEPPE ROSSINI, Roma, 1963, pp. 53-70, 62.
?) Cfr. P. SCOPPOLA, Cattolici neutralisti e interventisti alla vigilia del conflitto, in Benedetto XV..., cit., pp. 95-151.
9) Cfr. L. BRUTI LIBERATI, Guerra nazionale o guerra imperialista ? 17 dibattito tra cattolici lombardi negli anni 19154916, in Studi Lombardi, I, Milano, 1984.