Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918; <> 1915-191
anno <1989>   pagina <357>
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L' Osservatore Romano 357
Sono, questi, temi che l'Osservatore sviluppa diffusamente.24)
Quando nel gennaio del '17 il ministro Bianchi esalta in un discorso le parche abitudini alimentari cui la guerra costringe i cittadini, richia­mandosi all'esempio della frugalità dell'antica Roma, il quotidiano della S. Sede interviene per rivendicare alla sola tradizione della Chiesa il valore del risparmio nei consumi e del digiuno, ricordando precetti, Qua­resime e vigilie.25) La semplicità dei costumi specie a tavola, la parsi­monia, la virtù della formica fanno parte dell'ideale del cristiano e la guerra opportunamente vi avrebbe ricondotto una società troppo abituatasi al lusso e alle ricchezze dell'industrializzazione. La guerra porterebbe così a valorizzare di nuovo la campagna e le sue virtù, trascurate dalla modernità. Il 31 agosto del 1918, commentando ancora una volta la penuria di generi alimentari, l'Osservatore rinviene le radici della crisi presente nei privilegi concessi per un secolo all'industria. Il problema alimentare, si scrive, non è economico ma educativo . Eliminando i lussi eccessivi e la facilità di circolazione dei beni, ossia limitando i com­merci sviluppatisi con l'industrializzazione, gli uomini torneranno a cer­care il loro cibo là dove vivono, lavorando nell'agricoltura. La guerra, limitando le possibilità di traffici commerciali e costringendo alla sem­plicità di vita, costituisce motivo positivo di riflessione sui veri valori della civiltà, invitando ad un ritorno alla natura madre, maestra e nutrice di contro alla vita delle città burocratiche e industriali a.26)
Le denunce che in altre occasioni appaiono sull'Osservatore delle ricchezze e del lusso dei parvenus di guerra o nuovi ricchi, come vengono definiti, oppure le critiche al diffondersi delle spese pazze non più solo tra le donne dell'alta società ma anche tra le semplici operaie che hanno trovato lavoro per la mancanza della manodopera maschile,27) non sono interessanti perché indicative della singolare alter­nanza di questi giudizi sulla società italiana in guerra, osservata ora nell'austerità dei sacrifici e ora nella frenesia di un inatteso consu­mismo . Piuttosto dimostrano ancora una volta la persistenza tenace di una mentalità e di una cultura cui non interessa valutare la guerra
2*) Si veda ad esempio A., Un altro anno perduto?, in Osservatore Romano, 1 marzo 1917, in cui il direttore Angelini (è sua la sigla A.) afferma che il 1916 è stato un anno miseramente perduto per la civiltà europea , ma per contrasto ricorda che l'anno non è andato perduto per la Chiesa: quanti tesori di carità, dì aiuto ai sofferenti, di eroismo scrive il direttore dell'Osservatore si sono avuti da parte di sacerdoti, suore e fedeli! L'articolo si conclude affermando che l'anno passato sarebbe stato fecondo di frutti preziosi che il tempo maturerà , anche perché il Signore a mezzo dei suoi flagelli richiama l'umanità su più retti sentieri e le fa scoprire preziosi tesori per l'eternità .
25) cfr. L'economia dei consumi ed i suoi coefficienti, in Osservatore Romano, 30 gennaio 1917.
26) I. // problema dell'alimentazione, in Osservatore Romano, 31 agosto 1918.
27) Cfr. A., Per la società di domani, in Osservatore Romano, 14 agosto 1918.