Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; <
> 1915-191
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1989
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L' Osservatore Romano
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mobilitazione incontrano il pieno favore dell'Osservatore, cui pareva che i giornali stessero assumendo un potere eccessivo nei confronti delle autorità nel paese.33) Quello della stampa che fa da governo ombra è un tema ricorrente nel giornale vaticano, che giudica troppo larga la libertà di stampa concessa in Italia (salvo poi denunciare presunti settarismi della censura allorché viene a colpirlo). Se nei primi anni di guerra esiste una sorta di governo ombra in Italia, questo è rappresentato dal Comando Supremo di Cadorna, come gli studi di Melograni hanno evidenziato.34) Per l'Osservatore invece il pericolo proviene dall'aggressività della stampa che fa da concorrente al parlamento nel rappresentare l'opinione pubblica: l'improvvisazione e la spavalderia dei giornali, si nota, stonano davvero colla parsimonia razionale dei comunicati ufficiali , dei quali i sintetici e precisi bollettini del Comando Supremo sarebbero l'esempio migliore.35)
Questa ideologia della moderazione e del buon senso impedisce forse ai redattori dell'Osservatore di recepire fino in fondo il giudizio radicalmente negativo sulla guerra del papa, che di essa non fa salvo nessun aspetto o conseguenza. D'altra parte, l'Osservatore è quanto mai fedele alla parola del papa, se messo a confronto con buona parte della stampa cattolica italiana durante la guerra, che accoglieva spesso imbarazzata le parole e gli appelli di pace di Benedetto XV. Questi erano osservati come dei passi falsi della Chiesa, che non comprendeva quale occasione storica si offriva ai cattolici italiani per inserirsi nella comunità nazionale con piena parità di diritti. Le propensioni patriottiche o nazionalistiche di tanti fogli cattolici durante la guerra, e delle frange più intellettuali o politicizzate del movimento cattolico italiano di cui erano portavoce, sono ben note dagli studi dell'ultimo venticinquennio, come pure è noto che tanta parte del movimento cattolico restò invece di sentimenti profondamente neutralisti e pacifisti, senza mai aderire alle ragioni della propaganda di guerra al fronte e nel paese.36)
La divisione esistente durante la guerra tra i cattolici italiani rispetto al giudizio e all'atteggiamento di fronte alla guerra trova nell'Osservatore degli anni del conflitto più d'un riscontro. Sul foglio diretto da Angelini compaiono frequenti richiami all'unità dei cattolici italiani e inviti ad aderire all'Unione Popolare, che finora non ha raggiunto le desiderate dimensioni organizzative ed invece deve essere considerata l'espressione autentica e ufficiale del movimento cattolico italiano. Si teme per la propaganda degli avversari di destra e di sinistra che affermano dei
33) cfr. I., Ideati si, teppismo no, in Osservatore Romano, 2 giugno 1916, e 1. e, // Parlamento, la stampa e l'opinione pubblica, ivi, 15 ottobre 19-17.
34) si veda P. MELOGRANI, Storia politica della Grande guerra 1915-1918, Bari, 1969.
35) cfr. I., Due eliminazioni necessarie, in Osservatore Romano, 27 giugno 1915. Il 9 marzo del 1915, in Annotando, l'Osservatore aveva elogiato i discorsi degli esponenti del governo e dello Stato Maggiore dell'esercito, perché improntati a serenità , buon senso , lontani da ogni esagerazione e alieni da ogni estremismo.
36) Cfr. il mio. Problemi e interpretazioni..., cit.