Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918; <> 1915-191
anno <1989>   pagina <360>
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360 Roberto Morozzo della Rocca
comunicati dell'Unione Popolare pubblicati con rilievo dall'Osservatore nel luglio e agosto del 1917 tende a dividere i cattolici, non senza trovare credito nei vari ambienti, dipingendoli come guerrafondai nelle cam­pagne e come sabotatori della guerra nelle città.37)
L'Osservatore s'impegna come può per riaffermare l'unità dei cattolici italiani. Il 24 dicembre del '16 replica ad un articolo di Maurice Vaussard, comparso in Francia sul Corréspondant. Lo storico francese aveva scritto tra l'altro che oggi la rottura è virtualmente compiuta, quantunque non nella coesione religiosa dei cattolici italiani, ma in quella politica e sociale. All'inizio di dicembre Carlo Santucci aveva inviato in Segreteria di Stato un articolo di risposta al Vaussard, scritto dal Crispolti, sotto la ispi­razione di molti fra noi, chiedendo di pubblicarlo sull'Osservatore, possi­bilmente senza firma per renderlo più autorevole.38) Era stato quindi inter­pellato dal Vaticano il conte Dalla Torre, che aveva parzialmente corretto l'articolo, dopo aver pienamente consentito sull'opportunità dell'iniziativa.39) L'editoriale non firmato che esce sull'Osservatore alla vigilia di Natale è molto diverso dal testo di Crispolti e dei suoi amici. In quest'ultimo si sosteneva l'unità dei cattolici italiani rifiutando la distinzione tra doveri religiosi e doveri civili e si affermava che i cattolici italiani consideravano il compimento dei propri obblighi verso la patria una stretta conseguenza della propria fede religiosa. Crispolti si preoccupava di distinguere tra imparzialità della S. Sede e condotta in guerra dei cattolici d'ogni paese, tuttavia concludeva ammonendo che in giorni così solenni per la Chiesa e per la patria nessun cattolico italiano spezzasse le forze più che mai necessarie, e sacrificasse la causa religiosa e civile a leggerezza d'impressioni.... Queste ultime espressioni suscitavano in Segreteria di Stato, come si può notare da appunti in margine al testo di Crispolti,
37) Si vedano le istruzioni ai cattolici italiani dell'Unione Popolare nell'Osser­vatore Romano del 2 luglio 1917, cui segue, il 14 agosto 1917, Dopo la circolare della Giunta direttiva, in cui si presenta la situazione del movimento cattolico in Italia con una certa preoccupazione e si rinnovano gli inviti a collaborare con l'Unione Popolare. Per le accuse che da parti diverse venivano indirizzate al comportamento dei cattolici italiani nel conflitto cfr. pure II grande equivoco, in Osservatore Romano, 4 gennaio 1918, su un discorso del conte Dalla Torre. Sulle divisioni interne dei cattolici italiani di fronte alla guerra erano più volte intervenuti gli organi di stampa socialisti; il 3 giugno 1917 l'Osservatore (I., Ciarlataneria impudente) polemizza con YAvantil che così aveva descritto il contrasto interno alla Chiesa: Il prete guerraiolo prete di città, barba Catta di fresco, guancie rosee, tricorno oramai senza corna, abito senza frittelle, scarpette colla fibbia, profumo grida che Dio è con noi, che è Dio che ci ha messa in mano la spada e nel nome di Dio si stringe accanto alla massoneria. Il prete neutralista prete di campagna, barba di una settimana, guancie rugose, tricorno a punta pronunciata, veste frittellata, scarpaccie inchiodate, tabacco afferma che questa guerra è il castigo di Dio, che Dio è contro di noi e che è il diavolo che ci ha messo in mano la spada... .
38) cfr. la lettera di Carlo Santucci ad un cardinale che è forse il Gasparri, conservata tra le carte della Segreteria di Stato insieme al testo dell'articolo scritto da Crispolti, in ASV, SS., guerra, rubrica 244, fase. 97 .(la lettera è del 1 dicem­bre 1916).
35) Si vedano i due biglietti di Dalla Torre del 7 ed 8 dicembre 1916, ibidem.