Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; <
> 1915-191
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1989
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362 Roberto Morozzo della Rocca
Religione del Suo popolo, interpreti in questo momento supremo, il pensiero, la fede, il voto dei cittadini.
I cattolici italiani invocano dal Governo Nazionale, opportune disposizioni, perché, d'accordo coi vescovi, siano indette in tutte le insigni cattedrali della Patria pubbliche preghiere affinché l'Italia ottenga da Dio benedizione ed aiuto.
La Nazione ne trarrà il maggiore conforto e la più ferma fiducia J.42)
L'iniziativa non avrebbe avuto alcun seguito. Tra le carte della Segreteria di Stato è conservata la risposta negativa del papa, autografa:
Disapprovo proposta del Conte Sassoli; perciò non abbia corso la progettata lettera del Conte Dalla Torre: faccia ciascuno preghiere, penitenze e mortificazioni senza reclame, non meritoria davanti a Dio e forse dannosa davanti agli uomini .43)
Benedetto XV non sembra insensibile al dramma dell'Italia, ma vuole evitare ogni pubblicità, coerentemente all'atteggiamento di imparzialità osservato sin dall'inizio del suo pontificato di guerra ed alle sue convinzioni di fede. Non meraviglia che l'Osservatore, nei giorni di Caporetto, pur facendo trapelare, come ho notato, la sua sentita partecipazione al travaglio del paese, eviti di discutere apertamente la situazione dell'Italia. Come in altri momenti politicamente delicati, il quotidiano vaticano riduce fortemente lo spazio dei liberi commenti giornalistici. Si vogliono evitare polemiche che rischierebbero di coinvolgere pesantemente la S. Sede. Del resto l'opinione pubblica sia italiana che internazionale identifica del tutto l'Osservatore con la S. Sede, benché sul giornale si abbia cura di specificare quando le proprie informazioni e prese di posizione abbiano il carattere dell'ufficialità vaticana, lasciando ad intendere quindi che di tutto il resto è responsabile la sola redazione del quotidiano.
Le frequenti proteste che giungono in Segreteria di Stato dalle parti più. diverse circa pretese parzialità dell'Osservatore rispetto ai paesi belligeranti testimoniano delle difficoltà con cui questa distinzione nella composizione del giornale viene accettata dal pubblico e dai governi. Taluni ritengono del resto che la stessa pubblicazione dei dispacci della Stefani rifletta il pensiero della S. Sede. Nel marzo del 1917, rispondendo al nunzio a Monaco di Baviera che aveva espresso le lagnanze di autorità di governo tedesche per il contenuto di alcune notizie Stefani pubblicate sull'Osservatore, la Segreteria di Stato reagisce con irritazione. Il ripetersi di lagnanze contro questa scelta dell'Osservatore, che voleva essere una testimonianza di neutralità e imparzialità, le sembra pretestuoso.
Per ciò che riguarda l'Osservatore Romano si scrive al nunzio a Monaco, Giuseppe Aversa non è punto rispondente a verità il dire che le notizie, talvolta
) Ibidem. É Ibidem.