Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; <
> 1915-191
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1989
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U Osservatore Romano
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sfavorevoli agli Imperi centrali, che esso pubblica, gli siano trasmesse dal Sig. Ministro del Belgio; mentre invece il detto giornale non accetta comunicazioni da nessuna parte e non fa che riprodurre i dispacci dell'Agenzia Stefani. È appena necessario, inoltre, ricordare ancora una volta che, di qualsivoglia tenore siano tali comunicati che l'Osservatore ospita nelle sue colonne né potrebbe fare altrimenti, data la natura dei giornali , esso dichiara Quotidianamente, sino alla sazietà per non dire al ridicolo, che li pubblica 'a semplice titolo d'informazione per i suoi lettori e senza assumere menomamente la responsabilità delie notizie in essi contenute o farle in alcun modo proprie*. E ciò dovrebbe finalmente bastare per tranquillizzare chicchessia M
Per quanto riguarda la politica interna italiana, occorre anche qui distinguere a mio avviso tra l'atteggiamento assunto in determinati momenti storici (ed inoltre quelle che all'Osservatore vengono definite le rubriche ufficiali del giornale, ossia tutto ciò che viene pubblicato per volontà o per suggerimento di autorità superiori), e d'altra parte i commenti più contingenti, le polemiche con altri giornali, le personali e originali espressioni da parte dei redattori di materie e orientamenti sia pure riconducibili alla linea ufficiale della S. Sede, le quotidiane insistenze su temi e questioni di natura politica, economica, sociale o culturale che appartengono forse più alla tradizione del movimento cattolico in generale che all'atmosfera del pontificato di Benedetto XV. Non possono ritenersi che ispirate dall'alto, ad esempio, le proteste dell'Osservatore per l'occupazione da parte dello Stato italiano di Palazzo Venezia. Ugualmente dovuto a volontà superiore è di certo il silenzio con cui l'Osservatore registra, alla fine del 1917, la pubblicazione da parte russa dell'art. 15 del Patto di Londra, con il veto sonniniano alla partecipazione della S. Sede ai futuri negoziati di pace ( Non può sfuggire ad alcuno l'estrema gravità dell'ultimo inciso di questo dispaccio sono le uniche righe di commento dell'Osservatore che offre la chiave per spiegare tante cose. Ci asteniamo per ora dal commentarlo, riservandoci di farlo a suo tempo ).45>
L'inclusione di Filippo Meda nel governo Boselli è un altro momento in cui la S. Sede si pronuncia direttamente attraverso l'Osservatore, sia pure con ufficiosa discrezione. È la nota precisazione dell'Osservatore secondo cui come ministro l'on. Meda non può rappresentare altro che
*9 ÀSV, S.S., guerra, rubrica 244, fase. 64, dispaccio della Segreteria di Stato al nunzio apostolico a Monaco, in risposta a una sua lettera del 18 marzo 1917. Ivi, ma fase. 69, altre lagnanze significative per presunte parzialità dell 'Osservatore Romano rispetto alle potenze belligeranti {in particolare si vedano un dispaccio, ancora da Monaco, del nunzio Pacelli, del 16 giugno 1917, circa proteste dell'ambasciatore dell'Austria-Ungheria, ed una lettera del card. Gasquet del 10 marzo 1915 che lamenta aspramente una tendenza troppo favorevole dell'Osservatore Romano e della stampa cattolica italiana agli imperi centrali).
45) cfr. l'Osservatore Romano del 3 dicembre 1917. 11 riserbo della S, Sede era dovuto, probabilmente, alla necessità di verificare la veridicità del testo del Patto di Londra pubblicato dai bolscevichi, ciò che si tenterà di fare attraverso la Nunziatura di Monaco nei primi mesi del 1918.