Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918; <> 1915-191
anno <1989>   pagina <364>
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Roberto Morozzo della Rocca
se stesso e gli amici suoi: furono più che altro le sue qualità personali che lo misero in evidenza fra i numerosi candidati alla nuova combinazione ministeriale.46) Meda mimmizza nelle sue memorie la portata della pre­cisazione dell'Osservatore sulla rappresentanza solo di se stesso , soste­nendo che la meraviglia di molti dinanzi a questa espressione non teneva conto del fatto che l'Osservatore non avrebbe potuto certamente esprimere diverse valutazioni, non riconoscendo al governo Boselli il carattere di ministero di unità nazionale.47) In realtà Meda rimase ferito dalle parole dell'Osservatore. In una lettera a De Rossi di qualche settimana successiva alla pronuncia dell'Osservatore, conservata negli archivi vaticani, l'uomo politico milanese ironizzava sulle tante richieste di raccomandazioni e di patrocinio degli affari più diversi che riceveva malgrado la negata rappre­sentatività: Io ricevo montagne di lettere ogni giorno da tutt'Italia a proposito della... rappresentanza di me stesso! le quali mi interessano agli affari più svariati! Neppure fossi Pico della Mirandola arriverei a capirci. Bisogna che mi si aiuti dal di fuori, se io debbo poter fare qualche cosa di dentro... W
I problemi internazionali sull'Osservatore degli anni di guerra sono essenzialmente connessi al conflitto. Lo spazio dedicato ai continenti extra-europei è assai ridotto. Nelle pagine interne del giornale compaiono cro­nache delle missioni, attraverso le quali i lettori possono apprendere parti­colari della vita interna dei paesi trattati, ma sempre nel privilegio del-rinformazione religiosa. L'interesse per gli Stati Uniti di Wilson è invece forte, ma in relazione soprattutto agli avvenimenti bellici europei e alle posizioni del presidente sui problemi della pace, con fasi alternate di entusiasmo e delusioni. Qualche rara illustrazione della vita della Chiesa in paesi come il Nicaragua o il Guatemala, che compare in prima pagina, si presenta come informazione su realtà esotiche. Ben diverso è lo spazio dedicato ai paesi europei, compresa la Russia la cui rivoluzione viene seguita con grande interesse. Nella lotta tra i cosiddetti massimisti e minimisti si ha qualche simpatia per Kerenski e si assimila Lenin agli anarchici, ma si ritiene in definitiva che tranne il governo nulla cambierà in Russia perché il popolo russo resterà uguale a se stesso (natura non facit saltus si scrive).49)
Un certo interesse riveste la posizione dell'Osservatore sulle questioni mediorientali e dell'impero ottomano. "L'Osservatore interviene solo una volta sui massacri degli armeni nel periodo in cui questi vengono com­piuti, con un articolo in prima pagina che mette in rilievo i risultati positivi dell'interessamento del delegato apostolico a Costantinopoli Angelo
**) Cfr. l'Osservatore Romano del 20 giugno 1916.
*7) Si veda F. MEDA, 1 cattolici italiani nella prima guerra mondiale, Milano, 1965 (I ed. Milano, 1928), p. 66.
48) ASV, S.S., guerra, rubrica 244, fase. 98 (la lettera è del 22 luglio 1916).
4?) Cfr. L. C, Natura non facit saltus, in Osservatore Romano, 25 luglio 1917. Si veda pure Io., Lenìne e Kerenski, ivi, 6 luglio 1917. Durante il 1917 ed il 1918 l'Osservatore dedica comunque alla situazione della Russia molti articoli e commenti.