Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918; <
> 1915-191
anno
<
1989
>
pagina
<
365
>
L' Osservatore Romano
365
Maria Dolci presso le autorità turche.50* Dall'articolo si evince che la S. Sede era ben a conoscenza di quanto stava accadendo si accenna alle deportazioni, alle stragi, ai morti per fame e si era mossa per porvi riparo.
A questo proposito v'è da chiedersi quale fu la consapevolezza che in Vaticano s'ebbe del dramma armeno. Vi fu la percezione di essere dinanzi ad una sorta di soluzione finale ? Benedetto XV avrebbe citato il problema armeno nella sua Nota di pace del 1 agosto 1917, invocandone un suo esame da parte delle grandi potenze con spirito di equità e di giustizia. Pur essendo uno dei pochi cenni a questioni politico-territoriali determinate contenute nella Nota, nelle polemiche che seguirono all'appello di pace del papa la questione armena sarebbe stata del tutto ignorata dai governi e dalla stampa internazionale. Anche l'Osservatore, nelle difese della Nota e successivamente nei suoi giri d'orizzonte internazionali, avrebbe continuato a trascurare gli armeni. Ci si trova anche in questo caso di fronte ad un salto di sensibilità tra il papa e gli ambienti intorno a lui? Oppure il silenzio dell'Osservatore rispondeva ad una precisa consegna? Una risposta si potrà evidentemente avere quando tutte le carte del pontificato di Benedetto XV saranno effettivamente disponibili alla consultazione.
Notevole rilievo ha sull'Osservatore la presa di Gerusalemme da parte delle truppe alleate nel dicembre del '17. Per il giornale vaticano si tratta di un avanzamento della civiltà cristiana .S1> Si gioisce perché sono stati gli inglesi e non i russi ad arrivare all'occupazione della città. I musulmani non vengono guardati come grandi nemici del mondo cristiano, ma come genti sostanzialmente inferiori, destinate dalla storia ai margini della civiltà. I cristiani ortodossi appaiono più pericolosi dell'Islam per la fede cattolica. In un editoriale a due settimane di distanza dalla presa di Gerusalemme, intitolato 1854 e 1917. Due date concordanti , un giornalista dell'Osservatore paragona la guerra di Crimea, di cui ricorda aver sentito gli echi da bambino, e la conquista di Gerusalemme.52*
Il confronto tra la sconfitta ottomana e quella zarista stupisce. L'ortodossia e gli zar appaiono qui come nemici di Roma in grado persino superiore all'Islam, e la guerra di Crimea è osservata come un'epopea della civiltà cristiana cui solo la conquista di Gerusalemme può stare in qualche modo alla pari.
Al termine di queste rapide osservazioni mi pare si possa riaffermare con più convinzione l'esigenza di distinguere nell'Osservatore le parti d'informazione vaticana ufficiosa da quelle lasciate alla più libera iniziativa del corpo redazionale, non meno valide come fonte storica ed il cui
50) cfr. La Santa Sede e gli Armeni, corsivo che appare come corrispondenza da Costantinopoli del mese di ottobre, in Osservatore Romano, 20 ottobre 1915.
51) Sulla presa di Gerusalemme si veda A., Dopo l'occupazione di Gerusalemme, in Osservatore Romano, 14 dicembre 1917, nonché gli artìcoli e le note che compaiono nei giorni successivi. *
52) Si veda l'Osservatore Romano del 23 dicembre 1917.