Rassegna storica del Risorgimento
TORINO STORIA SOCIALE 1814-1848
anno
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1989
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pagina
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372
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Alessandro Galante Garrone
con l'introduzione delle Suore di Carità di San Vincenzo de' Paoli (le soeurs grises), l'Ospedale Mauriziano, il San Luigi. Accanto a questi ospedali promossi dagli enti pubblici, si afferma, con le sue tipiche caratteristiche, l'ospedale del Cottolengo, attorno alla Piccola Casa della Divina Provvidenza. Ancor più. singolare è la storia della radicale innovazione dell'ospedale per le malattie mentali. H manicomio è ora concepito e strutturato non più come un semplice contenitore di infelici disadatti o pericolosi a sé e agli altri, ma, per l'appunto, come un ospedale. Naturalmente, la realtà effettiva non sempre si adegua a queste nuove esigenze terapeutiche; anche qui il vecchio si mescola al nuovo, il misoneismo alla riforma audace; e lo dimostrano le lettere efficacissime di ricoverati che si dolgono di essere reclusi non in un pio stabilimento, ma in un duro carcere .
Una delle parti più vive del libro è quella dedicata alla pena capitale, alla forca e al boia (specialmente alla singolare figura di un boia filosofo, Pantoni), alla mentalità del popolino, degli amministratori pubblici, della magistratura rigorosamente conservatrice, all'irresistibile insinuarsi di idee nuove, umanitarie, mescolate pur sempre a residui ancestrali.
Su questo sfondo di miseria, depravazione, delinquenza, superstizione, qualcosa di nuovo comincia faticosamente ad emergere: lo si vede bene perfino nello spirito che anima il corpo dei Carabinieri Reali. Soprattutto, si fa strada l'idea che l'antico binomio repressione-carità non può più bastare. Si pone il problema dell'* incivilimento delle masse popolari. Sopravvive, è ovvio, non poco del vecchio paternalismo. Ma i due volti, i due inondi cominciano a conoscersi, a legarsi tra loro. Fondamentale è il problema dell'istruzione popolare. Questo processo di ammodernamento è appena iniziato. Umberto Levra si limita a rilevarne le prime tracce. Alla segregazione secolare di ceti estranei subentra un alacre processo di reciproca comprensione. E così Torino si avvia, nel 1848, alle grandi gesta del Risorgimento.
Dobbiamo essere grati a Umberto Levra per averci fatto conoscere da vicino come i due volti della Torino risorgimentale non possono essere disgiunti l'uno dall'altro, ma debbono connettersi per una visione più approfondita ed equanime della realtà storica.
ALESSANDRO GALANTE GARRONE