Rassegna storica del Risorgimento
TORINO STORIA SOCIALE 1814-1848
anno
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1989
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pagina
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373
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LIBRI E PERIODICI
Piemonte risorgimentale. Studi in onore di Carlo Pischedda nel suo setttantesimo compleanno; Torino, Centro Studi Piemontesi, 1987, in 8, pp. 312. S.p.
Questo libro rappresenta, per una parte degli Autori che vi hanno collaborato, l'attestazione di un debito intellettuale profondo che essi hanno con Carlo Pischedda; e per tutti una sentita, non formale, manifestazione di amicizia e di stima nei confronti del Destinatario.
Esso è un tributo di affetto allo storico, al maestro, all'amico, in occasione del suo settantesimo compleanno, ed intenzionalmente ripercorre temi di storia piemontese pre-unitaria e di storia della storiografia a lui congeniali; un tributo anche a nome di due Autori purtroppo scomparsi prima di aver visto la realizzazione di Questo Piemonte risorgimentale a cui tanto tenevano: Renzo Gandolfo e Rosario Romeo. Il loro ricordo aggiunge una nota di mestizia a una occasione lieta, ma anche evoca quell'amicizia antica e duratura che tutti abbiamo per Carlo Pischedda . Credo che queste semplici ma sentite righe poste in apertura del volume, esprimano compiutamente il senso di questa pubblicazione che raccoglie una serie di interessanti saggi sul Piemonte dell'Ottocento, articolati in tre distinte sezioni: Carlo Pischedda: lo storico e il maestro; Il Piemonte pre-unitario, 1798-1861: fatti e idee, uomini e istituzioni e, infine, La storiografia risorgimentale e sul Risorgimento.
Si tratta di un omaggio tutt'altro che di circostanza ad uno storico che allo studio del Piemonte risorgimentale ha dedicato la maggior parte delle sue energie per circa un quarantennio, profondendovi una passione ed un rigore filologico difficilmente riscontrabili altrove. Come sottolinea nel suo Profilo dello storico (pp. 11-27) Giuseppe Talamo, si ha quasi l'impressione che Carlo Pischedda abbia privilegiato l'edizione critica di testi e documenti ai saggi interpretativi; dal volume su La diplomazia del Regno di Sardegna durante la prima guerra d'indipendenza. Le relazioni con il Granducato di Toscana (1848-1849) sino all'edizione dei volumi dell'Epistolario cavouriano egli scrive Talamo si è applicato con diuturna cura ad un impegno cui pochi si sarebbero potuti accingere con pari perizia ed entusiasmo, pur se ad esso poteva corrispondere, nell'immediato, un lustro minore e una notorietà forse più circoscritta (p. il). Pischedda ricevette nel 1947 l'incarico da parte del Comitato torinese per le manifestazioni celebrative del centenario 1848-1948 di curare la pubblicazione dei documenti relativi alle relazioni diplomatiche tra il regno di Sardegna e il granducato di Toscana durante la prima guerra di indipendenza; nelle circa cento pagine di premessa al volume (pubblicato nel 1949), Pischedda propose un'analisi del '48 piemontese lontana da quelle circolanti, riuscendo a cogliere in pieno le interne contraddizioni del governo di Torino, sottolineando la drammatica contraddizione di una classe politica costretta all'improvviso ad agire in maniera diametralmente opposta rispetto alle sue precedenti convinzioni.
Particolare interesse ha posto Pischedda nello studio del decennio di preparazione: fondamentale al riguardo lo studio sulle Elezioni politiche nel Regno di Sardegna (1848-1859) (Torino, 1965) dove scrive ancora Talamo non sarà difficile