Rassegna storica del Risorgimento
TORINO STORIA SOCIALE 1814-1848
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1989
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Libri e periodici
allegoria della calata di Arrigo, l'appartenenza di Chaucer alla ilega , la ripresa e la sintesi della storia segreta del senso mistico della Commedia nelle novelle di Franco Sacchetti, il filo rosso che lega i Templari ai rivoluzionari di Francia, ed altre mille bizzarrie e stravaganze, fino a coinvolgere nella cospirazione l'innocentissimo Ariosto.
Ma non si lascia sfuggire l'importanza delle osservazioni foscoliane su Dante riformatore religioso e soprattutto (8 marzo 1828) si rende ben conto delle bambinaggini in cui è costretto a far impicciolire l'anima fino a farle perdere il gusto delle cose virili e magne .
Tuttavia, lo ripetiamo, è persuaso di doverlo fare, e della solennità e grandiosità della propria missione è commosso egli stesso: Se il mondo sapesse qual face luminosa si sta preparando in questa mìa cameruccia, per illuminarlo su ciò che non ha mai capito, deriderebbe i miei derisori (18 marzo 1830).
Dalla cameruccia, peraltro, si guarda anche nella strada e, se non propriamente dell'emancipazione politica dei cattolici irlandesi, delle giornate di luglio e dei prodromi del cartismo e dell'organizzazione operaia in Inghilterra, ci si rende conto di certi riflessi che testimoniano in Rossetti un osservatore politico non del tutto distratto dalle alchimie dantesche.
Il Toscano ha opportunamente segnalato i brani che si riferiscono agli avvenimenti italiani.
Qui vorrei citarne un paio che allargano lo sguardo dall'ottica del patriota a quella, appunto, dell'intenditore di fatti politici, dalla Francia (Sono così piene di rivoluzione colà le menti che sdegnano rivolgersi a qualunque altra considerazione. Qualunque opera di valore, e che di politica non trattasse, sarebbe in questo momento assai mal ricevuta [...]. Se questa vertìgine non passa, addio lettere e belle arti per molto tempo . 25 aprile 1831) all'Inghilterra ( Pare che la Riforma trionfi, e gli antì. riformatori vadano sempre più nel fango. Iddio non voglia che questo bill non passi: vi sarebbe sicuramente una rivoluzione, tutti lo dicono, e i sintomi ne sono manifesti. 4 maggio 1831).
RAFFAELE COLAPIETRA
GIAN BIAGIO FURIOZZI, Da Mazzini a Bissatati; Firenze, Centro Editoriale Toscano, 1988, in 8, pp. 284. S.p.
Il volume che Furiozzi propone è una raccolta di saggi, curati in varie occasioni dal 1971 all'87, alcuni già apparsi su periodici specializzati, altri inediti. Diversi nella forma e nella impostazione, come avverte l'autore nella premessa, gli scritti affrontano tematiche differenti; difficile ricondurli ad una comune matrice senza operare inevitabili forzature. Frutto degli studi condotti dal Furiozzi in questi armi, i saggi approfondiscono temi a lui particolarmente cari: il pensiero e l'azione di Mazzini, il movimento repubblicano tra Otto e Novecento, l'emigrazione politica nel decennio preunitario, George Sorci, il Sindacalismo rivoluzionario in Italia ed 1 rapporti con le correnti socialiste.
Il volume si articola in 14 capitoli, ognuno dei quali corrisponde ad un saggio. 1 pruni due scritti sono dedicati a Mazzini. L'uno individua un ideale filo diretto tra il rifiuto mazziniano dei metodi terroristici, la scelta della guerra per bande come mezzo per liberare il suolo italiano, e il pensiero di Emilio Lussu, esponente del movimento di Giustizia e Libertà, protagonista dell'opposizione al fascismo e della resistenza. L'altro fa luce sui rapporti tra Mazzini e i repubblicani dello Stato Pontificio all'indomani della caduta di Roma, pubblicando tra l'altro una lettera del Genovese ad Ariodante Fabrettij personaggio del quale Furiozzi delinea un profilo umano e politico in uno