Rassegna storica del Risorgimento

TORINO STORIA SOCIALE 1814-1848
anno <1989>   pagina <388>
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Libri e periodici
esamina l'apporto all'amministrazione economica e finanziaria dello Stato pontificio nel­l'età di Gregorio XVI, utilizzando in modo particolare il ricco epistolario esistente tra Vincenzo Pianciani 11 i suoi figli, che comprende quasi 1.500 lettere relative ad un arco cronologico che va dal 1828 al 1849. Il complesso del materiale analizzato porta l'A. a modificare il giudizio storiografico corrente su questo personaggio. Questi, infatti, appare come significativo rappresentante di una società che, nei suoi soggetti di maggior rilievo, evidenzia una transizione verso una realtà nuova: quella del profitto ; ciò anche se occorre sottolineare che in Pianciani convivono atteggiamenti vecchi e nuovi verso il mondo del denaro , in quanto, se da un lato per lui il profitto assume un valore autonomo che bisogna massimizzare secondo una pura mentalità capitalistica, tuttavia egli continua a gestire da lontano (da Roma) le imprese familiari, in primo luogo il lanificio e la ferriera, mostrando il perdurare della mentalità del rentier di antico regime (p. 54).
Gli altri tre contributi hanno per oggetto il pensiero e l'opera del figlio Luigi, un personaggio di rilievo nazionale e internazionale che solo da poco tempo si sta cercando di studiare in modo più approfondito. Un ritardo che in gran parte è dovuto alla grande quantità e dispersione delle sue carte e, elemento non secondario, alla difficoltà di decifrazione della sua calligrafia, cosa che talvolta neppure i suoi stessi familiari riuscivano a fare. Ma va anche detto, a onore del Yero, che non è mancata da parte degli studiosi una colpevole trascuratezza nel non avere utilizzato compiutamente le non poche fonti a stampa, come gli atti parlamentari, gli atti del Consiglio provinciale dell'Umbria e i periodici ai quali egli collaborò, sia italiani che stranieri. Romano Ugolini esamina l'azione di Pianciani negli anni dell'esilio, corri­spondenti al decennio preunitario: un esilio che lo vide peregrinare in vari paesi d'Europa, ma che gli dette anche l'opportunità dì entrare in rapporti di amicizia e di collaborazione con i maggiori personaggi dell'epoca, da Marx a Louis Blanc, da Mazzini a Kossuth, da Ledru Rollin a V. Hugo. Contrariamente a chi ha visto Luigi Pianciani come un puro e semplice seguace mazziniano, l'A., esaminandone il saggio (tuttora inedito) Della Rivoluzione e la collaborazione al giornale L'Homme, giunge alla conclusione, del tutto condivisibile, che egli possa essere più correttamente definito un socialista riformatore (p. 16), Effettivamente, nonostante qualche oscil­lazione di pensiero, le sue concezioni politiche furono sempre ispirate ad un socialismo riformista e gradualista, lontano da ogni utopia astratta o da fughe in avanti.
Segue il saggio di Filippo Mazzonis, imperniato sull'attività politica del patriota umbro nella sua regione, ma solo fino al 1867, anno a partire dal quale, secondo l'A., questi avrebbe abbandonato praticamente del tutto ogni interesse politico (p. 89) per l'Umbria, come anche la Bartoccini aveva sostenuto in alcuni precedenti scritti. In realtà, l'attività politica e amministrativa del Pianciani, che peraltro il Mazzonis definisce in modo riduttivo sostanzialmente estranea alle necessità e ai problemi di fondo della sua città e della sua regione (p. 87), riprese con rinnovata intensità un decennio dopo. Infatti, nel 1879 egli fu rieletto consigliere provinciale dell'Umbria (essendolo stato già nel 1863) e ne fu designato addirittura presidente per dodici anni, fino alla sua morte avvenuta nell'autunno 1890. Questo a ulteriore conferma di quanto vi sia ancora da studiare su questo importante personaggio, del quale il Vami esamina, nell'ultimo contributo contenuto nel volume, l'attività politico-parlamentare nel periodo dal 1865 al 1882, essendo deputato dapprima di Spoleto, poi di un collegio del Mantovano e infine di Roma. Ne emerge un politico accorto e preparato, riformatore ma duttile e realista, esperto soprattutto nelle materie amministrative e finanziarie.
Il volume curato da Ugolini costituisce in sostanza un punto di partenza per ulteriori approfondimenti della figura soprattutto di Luigi Pianciani, famoso per essere stato il primo sindaco della Roma liberata il 20 settembre 1870, ma meritevole di considerazione anche per altri aspetti, come il suo pensiero politico, la sua attività giornalistica, quella di amministratore della Provincia dell'Umbria, il suo ruolo nella