Rassegna storica del Risorgimento
TORINO STORIA SOCIALE 1814-1848
anno
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1989
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pagina
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391
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Libri e periodici 391
Tutto questo si ritrova puntualmente nel volume del quale ci stiamo occupando, in particolare nei saggi di Silvio Tramontin (La diocesi nel passaggio dal dominio austriaco al Regno d'Italia, pp. 11-55, e // movimento cattolico, pp. 165-188) e di Bruno BertoU (La pastorale di fronte ai mutamenti culturali e politici della società veneziana, pp. 57-92), che sono quelli che più possono interessare i lettori di questa Rivista. Al patriarca Sarto è dedicato uno studio di Annibale Zambarbieri (pp. 129-163).
Il volume contiene altri lavori di storia religiosa che non rientrano negli interessi dei cultori dell'area risorgimentale; essi però completano il panorama della Chiesa veneziana di quegli anni. Pertanto li citiamo: Antonio Niero, La formazione alla spiritualità del clero e del popolo, pp. 93-127; Gabriella Dri, L'opera di don Caburlotto: l'Istituto delle Figlie di San Giuseppe, pp. 189-210; Pio Tamburrino, Una nuova istituzione dopo le leggi eversive: la Congregazione di Gesù Bambino, pp. 211-226. Un cenno a parte merita il lavoro di Maria Leonardi (pp. 227-249), incentrato su una figura poco nota di rosminiano: il padre Sebastiano Casara, che a Venezia svolse attività di insegnamento e di direzione all'Istituto Cavanis e che, divenuto sostenitore delle dottrine del filosofo roveretano, fece a malincuore atto di sottomissione all'autorità ecclesiastica dopo la promulgazione del decreto del Santo Ufficio che condannava le famose quaranta proposizioni tratte dalle opere del Maestro. Un episodio interessante per comprendere meglio le vicende del rosminianesimo a Venezia.
Tutti gli studi di questo volume sono condotti con notevole cura e diligenza. Da segnalare in appendice al primo saggio del Tramontin una tabella che evidenzia le conseguenze per Venezia dell'applicazione della legge 7 luglio 1866 relativa alla soppressione delle corporazioni religiose (pp. 50-55) e in appendice a quello della Leonardi l'elenco delle opere teologiche e filosofiche del Casara (alcune delle quali pubblicate anonime). II volume è completato da tavole cronologiche e dall'indice dei nomi. Ottima la veste tipografica. Il volume è stato curato da Gabriele Ingegneri, al quale si deve anche una breve presentazione.
Qualche osservazione. Questioni e problemi vengono ripresi più volte nei vari studi, il che genera un po' di fastidio. D'altra parte è inevitabile che ciò accada in un volume miscellaneo. Inoltre sarebbe stato opportuno nel saggio dello Zambarbieri un approfondimento della questione del ritardo con cui venne concesso Vexequatur, da parte dello Stato italiano, alla nomina del cardinal Sarto a patriarca. Ma si tratta di piccolissimi nei che non diminuiscono l'importanza del volume.
GIOVANNI PILLININI
PIER LUIGI BALLINI, Le elezioni nella storia d'Italia dall'Unità al fascismo. Profilo storico-statistico; Bologna, II Mulino, 1988, in 8, pp. 476. L. 50.000.
Oramai da qualche anno e con crescente insistenza le elezioni rappresentano uno dei temi di maggiore, più vivo e più sostanzioso interesse. Per un lunghissimo periodo è gravato su questo settore di studi una sorta di blocco, che ne ha impedito la comprensione e la meritata considerazione. La condanna tanto perentoriamente espressa sul Risorgimento e sull'Unità italiana, conseguiti da una esigua minoranza, se non a dispetto, certo tra l'indifferenza della maggioranza dei cittadini, ha finito con l'estendersi anche al campo delle elezioni, che vedevano coinvolto un numero quanto mai limitato di aventi diritto.
Questa ristrettezza del ceto ha fornito indubbiamente un'arma concreta e tangibile, una giustificazione credibile a quanti insistevano e insistono, ormai ridotti nel numero, sui caratteri elitari e aristocratici del nostro processo unitario.
Fortunatamente, però, come si diceva, il velo è stato sollevato, la barriera di disattenzione è caduta e gli studi generali e le analisi capillari sono arrivati a