Rassegna storica del Risorgimento

TORINO STORIA SOCIALE 1814-1848
anno <1989>   pagina <393>
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Libri e periodici
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soltanto se l'esame viene compiuto nella prospettiva locale, nella considerazione, appunto, delle elezioni comunali o provinciali, in cui l'uomo politico ha interessi diretti o indiretti.
VINCENZO G. PACIFICI
ALBERTO ROVIGHI, Un secolo di relazioni militari tra Italia e Svizzera 1861-1961. Prefa­zione di Emilia Morelli; Roma, Stato Maggiore dell'Esercito. Ufficio storico, 1987, in 8, pp. 598. L. 30.000.
Questa pubblicazione del recente volume di Alberto Rovighi, Un secolo di relazioni militari tra Italia e Svizzera 1861-1961, costituisce un ulteriore arricchimento del patri­monio storiografico militare, dovuto alla solerte attività editoriale dell'Ufficio storico dello Stato Maggiore-Esercito, che mira alla diffusione di apprezzate opere storico-documentarie, idonee a suscitare l'interesse del vasto pubblico che spesso non conosce le tensioni che regolano e determinano i rapporti militari e politici dell'Italia con gli Stati confinanti. Il volume in esame consente una proficua conoscenza delle relazioni militari tra Italia e Confederazione Elvetica, mediante una copiosa documentazione, per la maggior parte inedita, conservata presso l'Archivio dell'Ufficio storico, integrata dal materiale proveniente dall'Archivio di Stato, dall'Archivio del Ministero degli Affari Esteri, dalla Biblioteca Militare Centrale e da un ricco contributo bibliografico. Corredano il volume vari schizzi esplicativi, una carta geografica della Confederazione e sei carte topografiche illustranti le ipotetiche operazioni militari e l'apparato difensivo italiano al confine italo-svizzero, dal 1889 al secondo conflitto mondiale.
Con competenza e rigore storico, l'autore esanima le relazioni militari intercorse fra i due Stati vicini, nell'arco di un secolo (1861-1961), facendo finalmente luce sulle relazioni italo-svizzere rese sovente complesse per le posizioni e gli interessi contrastanti, legati alla continua evoluzione della diplomazia europea. Le scelte politico-militari di Berna nei riguardi dell'Italia sono state condizionate, infatti, dalle decisioni diplomatiche prese dai governi italiani del periodo post-unitario preoccupati di dare al Paese ima collocazione internazionale in grado di salvaguardarne l'integrità territoriale e un nuovo ruolo politico-diplomatico all'interno del consesso europeo.
Le azioni diplomatico-militari italiane nei confronti della Svizzera dovevano essere adeguate al concetto di neutralità permanente, cioè dello status codificato nei Trattati del 1815, che assicureranno l'inviolabilità delle frontiere elvetiche nel corso degli anni a venire; risultato eccellente della politica di equilibrio inaugurata a Vienna dalle potenze continentali, preoccupate di creare un sistema di Stati-cuscinetto ai confini di quella Francia, rivoluzionaria prima e napoleonica dopo, sovvertitrice dell'ordine costituito. Pertanto la Svizzera, proprio per la sua peculiare posizione internazionale, non ha focalizzato l'attenzione e l'interesse dell'opinione pubblica e della ricerca storica degli italiani, preoccupati invece del ruolo dell'Austria e della Francia, vicini assai scomodi del Regno d'Italia, Sono immuni da tale indifferenza solo le gerarchie militari, le quali guardavano sempre alla Svizzera con una costante preoccupazione per l'eventualità che il territorio elvetico costituisse il passaggio verso l'Italia di eserciti invasori e dalla difficoltà di ordine pratico di difendere il confine, che, con il saliente ticinese, corre alle porte di Milano, rappresentando quindi una minaccia costante per la città lombarda e la pianura padana,
Alberto Rovighi ricostruisce la genesi delle relazioni che il Ducato di Savoia e il Regno di Sardegna hanno con la Svizzera prima e durante l'età del Risorgimento. Le mire sabaude su Ginevra, la politica d'intesa contro l'espansionismo francese, gli esuli, le cospirazioni mazziniane, il Sonderbund, la guerra del 1848, i volontari ticinesi, le simpatie degli svizzeri italiani per la causa risorgimentale cui si contrappongono le preoccupazioni di ordine politico-militare di Berna per la formazione dello Stato unitario e i riflessi diplomatici conseguenti il passaggio della Savoia sotto sovranità francese,