Rassegna storica del Risorgimento

TORINO STORIA SOCIALE 1814-1848
anno <1989>   pagina <400>
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Libri e periodici
vi è stata, il povero Vajo ne è stato l'inconsapevole strumento, oltre che la seconda vittima.
Ma né l'istruttoria, né il dibattimento né le cronache giornalistiche chiariscono sino in fondo il mistero. Un velo sfuggente di ambiguità avvolge i personaggi, i loro moventi e le loro azioni. Sulla scena della vita dell'abate De Cesare Giovanni Pionati ha tracciato la trama, delineato lo sfondo, messo in risalto i protagonisti e le comparse, narrato l'epilogo truculento del dramma. Ma come tutti grandi narratori, e Pionati lo è sicuramente, l'autore ha lasciato al lettore la possibilità e la suggestione di cercare e trovare una sua verità. Il mistero dell'abate e del suo assassino rimane aperto...
FRANCESCO BARRA
Della Capitanata e del Mezzogiorno. Studi per Pasquale Soccio, a cura di ANTONIO MOTTA (L'identità, 4); Manduria, Lacaita Editore, 1987, in 8, pp. 240. S.p.
Pasquale Soccio, del quale questo volume festeggia gli ottant'anni, rappresenta degnamente un tipo di insegnante, che, pur operando nella così detta provincia , fra Capitanata e Gargano, non ha rinunciato a percorrere un suo cammino di ricerca letteraria. Non solo. Poligrafo versatile, oltre al Vico, amore di tutta la sua vita del quale ha curato un'antologia critica, tratta di pedagogia, di arte, scrive romanzi e poesie.
Logico che gli argomenti scelti dai suoi amici e allievi (talvolta coincidenti) trattino della Daunia, della Capitanata e del Gargano. Fra i saggi ricadenti nel perìodo esaminato da questa rivista c'è in apertura quello di Franca Assante che illustra la mobilità della popolazione pugliese nel secolo XIX. I dati si commentano da soli: col secondo periodo borbonico la Puglia aumentò del 64 la sua popolazione, tasso non raggiunto nel periodo unitario dell'800. Ovviamente con una disparità di situazioni locali, tratteggiate dalla studiosa.
Raffaele Colapietra esce di zona per sintetizzare il passato dell'Abruzzo e la ricerca del suo presente, galoppando per trenta secoli in poche pagine e concludendo con la necessità per la regione di ritrovare una propria identità, smarrita col distorto sviluppo degli ultimi decenni.
Michele Dell'Aquila si dedica, fra le presenze repubblicane e mazziniane del periodo giolittiano, a Piero Delfino Pesce (1874-1939) che da consigliere provinciale di Bari e soprattutto come direttore della rivista Humanitas svolse una battaglia isolata di fronte alla separazione della sinistra e contro il fascismo locale, espressione dei latifondisti,
Tommaso Nardclla affronta uno dei temi più tormentati del Mezzogiorno: le controversie demaniali, che videro dall'epoca di Giuseppe Bonaparte all'unità e oltre, un'azione di costante erosione dei terreni delle antiche università da parte dei possidenti, ohe controllavano i consigli comunali. !Eer calmare le acque fu inviato nella Daunia nel 1863 l'avvocato Michele C. Rebecchi, garibaldino deciso, che riuscì ad arginare la prepotenza degli usurpatori con effetti ventennali, finché a fine secolo lo Stato, per liberare i tribunali civili dall'enorme contenzioso, legittimò gli abusi, privando i comuni di secolari possessi.
Il brigantaggio meridionale nel decennio francese è l'argomento di Alfonso Scirocco ohe ha dedicato uno studio più vasto al ribellismo del sud nel XIX secolo. La figura chiave è il generale murattiano Carlo Antonio Manhes, energico cacciatore di briganti in Calabria e Lucania nel 1809*10. Chiudono l'interessante volume ricordi su Pasquale Soccio, lettere scelte dai suoi carteggi dove appaiono numerosi corrispondenti di rilievo da Croce a Lombardo-Radice, da De Ruggiero a Bacchelli e infine la bibliografia degli scritti e della critica del Nostro,
FLORIANO BOCCINI