Rassegna storica del Risorgimento

TORINO STORIA SOCIALE 1814-1848
anno <1989>   pagina <401>
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Libri e periodici
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ANTONIO FAPPANI - FRANCO MOLINARI, Luigi Bazoli un cattolico manzoniano {Fondazione Civiltà Bresciana. Cattolici e società . Figure del movimento cattolico bre­sciano, 1); Brescia, Edizioni del Moretto, 1987, in 8, pp. 207. S.p.
Nel 1954 il padre Antonio Cistellini dedicava un volume a Giuseppe Tovini, una delle più intelligenti figure del mondo cattolico italiano. L'anno successivo Fausto Fonzi, in un articolo-recensione, ne sottolineava i pregi, notando, tra l'altro, come l'opera recasse una nuova testimonianza della funzione essenziale ed attiva del laicato italiano nella difesa dalle correnti anticristiane dell'Ottocento, sul fondamento originario del l'amicizia, ossia della spontaneità e della sincerità .*) Più avanti considerava il libro un esempio di quegli studi locali sul movimento cattolico italiano, che soli potranno liberarci dalle superficialità e generalizzazioni nelle quali continuamente incorriamo, e che saranno particolarmente fecondi, se non perderanno mai di vista il quadro nazionale 0
Queste considerazioni di Fonzi potrebbero essere sufficienti per definire le caratte­ristiche dell'opera di Fappani e di Molinari e per giudicarne i meriti. In effetti, anche nell'esame della vita e dell'attività di Luigi Bazoli, che si formò professionalmente nello studio legale di Tovini, l'amicizia ha un posto saliente, una notevole incidenza.
Il lavoro di Fappani e di Molinari non scade nella cronaca arida e impersonale né nell'encomio solenne e acritico. I due autori, poi, si guardano bene dal circoscrivere le vicende bresciane in un'area sorda ed estranea alle contese della politica nazionale.
A Brescia si è davvero lavorato molto sul movimento cattolico e una rassegna, semplicemente indicativa, ci porterebbe ad occupare uno spazio non comune, eppure è nel giusto Molinari, quando segnala che Bazoli era un protagonista più citato che conosciuto .
Luigi Bazoli fu senza dubbio uno tra i più attivi esponenti dell'organizzazione cattolica, una figura della quale vengono provati la statura morale e l'impegno civile e che ripete, al pari di molti altri uomini di quell'ambiente, le caratteristiche migliori dei cattolici politici, gruppo di minoranza nello Stato post-risorgimentale: operosità e senso del rinnovamento, mai disgiunti dalla fede autentica, autenticamente vissuta e interpretata.3)
VINCENZO G. PACIFICI
MAURIZIO RIDOLFI, Dalla setta al partito. Il caso dei repubblicani cesenati dagli anni risorgimentali alla crisi di fine secolo; Rimini, Maggioli Editore, 1988, in 8, pp. 337. L. 33.000.
Dopo il classico volume pubblicato da Luigi Lotti, oltre trent'anni or sono, sui repubblicani romagnoli dal 1896 ali Ì915, gli studi di storia politica sulla Romagna fra '800 e '900 e quelli sul repubblicanesimo in particolare si sono indirizzati verso temi diversi: dalle biografìe dei protagonisti alla storia del giornalismo, da questioni nodali come il rinnovamento dell'azione amministrativa negli enti locali dopo le riforme del 1889, a talune scansioni storico-politiche (è il caso dell'allargamento del suffragio elettorale nel 1882 e delle sue conseguenze). Studi ai quali vanno aggiunti i
i) p. PONZI, Giuseppe Tovini e i cattolici bresciani del suo tempo, in Rivista di storia delta Chiesa; IX (1955), p. 233.
2) Ivi, p. 234.
3) Di Luigi Bazoli ha tracciato un sobrio profilo biografico Ottavio Cavalieri, in // movimento operaio e contadino nel Bresciano (1878-1905), Roma, 1972, pp. 626-627.