Rassegna storica del Risorgimento

COSTITUZIONI STATI UNITI D'AMERICA 1787; DEMOCRATICI ITALIA SEC
anno <1989>   pagina <429>
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La Costituzione americana
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Canino, che aveva a lungo soggiornato oltre Atlantico, ricorda il 13 giugno che sia in Inghilterra, sia negli Stati Uniti sono banditi i discorsi scritti
Come è noto, una delle ragioni per cui in Italia la maggioranza non approva l'idea federale è il timore che questa sia dominata dai comuni, dai municipi nei quali si sviluppano antiche rivalità. Che il pericolo non fosse molto remoto lo aveva dimostrato la rivoluzione del 1831 nell'Italia centrale. Cesare Agostini, quando parla il 17 giugno all'Assemblea costi­tuente romana, ha ben presente la situazione e si oppone a chi vorrebbe dare forza, attraverso la costituzione, proprio ai municipi. È in questo caso che torna ad indicare la diversità italiana da quella esistente nella Svizzera e negli Stati Uniti. Questi Stati con le separazioni provinciali, la frazione degli Stati e dei territori ed anche d'interessi, possono concen­trare tal forza nel governo, che mentre si provvede all'interesse parti­colare dei singoli Stati, vi si mantiene l'interesse generale. Torna a ripetere che non si devono imitare quelle costituzioni perché la condi­zione dei municipi è ben altra cosa che la condizione de' Stati con­federati .
Tutto qui.
È per questo che non riesco a spiegarmi come si sia potuto affermare: Con le rivoluzioni popolari del 1848, e specialmente con la proclamazione della Repubblica Romana, la soluzione federale repubblicana fissata dalla costituzione americana sembrò adattabile alla penisola .4* Proprio nel 1848-1849 muore ogni illusione di soluzione federale; questa era propugnata, tra l'altro, dai moderati seguaci di Gioberti e non certo dai repubblicani. I democratici erano, in maggioranza, unitari; Mazzini voleva, infatti, l'unione con Firenze, con Venezia, con Palermo, non già un patto federale con questi governi provvisori.
* * *
Torniamo ora all'ordine cronologico, ai primi anni della Restaurazione, per considerare un'opera fondamentale per il nostro argomento: Del­l'Italia uscente il settembre 1818. Ragionamenti di LUIGI ANGELONI dedicati all'Italica nazione, 2 voli., Parigi, 1818.
L'autore, nato nello Stato pontificio, a Frosinone, aveva partecipato con posizioni di rilievo alla Repubblica Romana giacobina del 1798-99; esule a Parigi fu deciso avversario di Napoleone: entrò in contatto con La Fayette, si iscrisse poi alla Società segreta dei Filadelfi, quindi a quella degli Adelfi e infine dei Sublimi Maestri Perfetti. Ebbe stretti contatti con Confalonieri da un lato, con Filippo Buonarroti del quale parleremo più avanti dall'altro.5*
Sul nome della Società segreta dei Filadelfi si è discusso: chi lo
4) S. MASTELLONE, op. cit., p. 293.
5) Su di lui vedi la voce di RENZO DE FELICE nel Dizionario biografico degli Italiani, voi. 3, Roma, 1961.