Rassegna storica del Risorgimento
COSTITUZIONI STATI UNITI D'AMERICA 1787; DEMOCRATICI ITALIA SEC
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La Costituzione americana
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nel marzo 1831 Riflessi sul Governo federativo applicato all'Italia.16* Gli era stato chiesto di preparare la costituzione per una Repubblica federativa da stabilirsi in Italia. Con una lunga serie di ragionamenti, basati sulle diversità esistenti fra Stato e Stato, fra Regione e Regione della Penisola, la soluzione non gli sembra applicabile, soprattutto se lo scopo è quello di raggiungere il trionfo della sovranità popolare e dell'eguaglianza. Per questo l'idea federale gli appare non democratica, ma germogliata nella mente di chi si adopera a tutta possa onde sradicare dal cuore de' loro paesani ogni seme di affetto veramente popolare. La debolezza della federazione, infine, renderebbe assai difficile la resistenza a nemici esterni; a riprova quel che avviene in Svizzera, dove alcuni cantoni sono filo-austriaci, altri filo-francesi.
Buonarroti a questo punto deve rintuzzare chi porterà l'esempio della confederazione degli Stati Uniti dell'America Settentrionale ; questo esempio verrà addotto in prova della bontà di quell'assetto politico in più repubbliche insieme confederate. Buonarroti ritiene improponibile il confronto tra gli Stati Uniti e la futura Italia. Se ponghiam mente ai pericoli della guerra, vedremo che la confederazione americana ha poco o nulla da temere, per non essere attorniata da nessuna nazione poderosa, e per essere divisa da un vasto mare da tutti quei potentati che potrebbero starle a fronte . Sicura alle frontiere, la confederazione americana è assai diversa anche al suo interno proprio perché lontana dalla esplosiva situazione del vecchio continente. La lontananza de' Governi europei non per mette loro d'accenderle in seno il fuoco della discordia; nessuno di quelli Stati americani ha interesse di favorire una anzi che l'altra potenza europea; affine di stabilire in quel paese l'assetto interno ora vigente, il quale non è per avventura il migliore che idear si possa, non bisognò se non mantenere quei costumi e quelli statuti da gran tempo stabiliti sotto il reggimento inglese .
Buonarroti, quindi, esclude decisamente la soluzione federale e si unisce è bene sottolinearlo ai tanti che considerano i princìpi su cui poggia la costituzione americana un doppione repubblicano della Magna Charta,
Ora, nel 1831, irrompe sulla scena politica italiana Giuseppe Mazzini. L'unitarismo è la base di tutta la sua dottrina. Il federalismo crea Stati deboli; l'Unità la forza della nazione. Anche Mazzini, però, deve fare i conti con i federalisti e con chi porta l'esempio degli Stati Uniti. Per questo in uno degli scritti più impegnati Dell'unità italiana scritto nel 1833 e ristampato nel 1861, dedica molte pagine alla confederazione americana; 17> ad essa attribuisce (persino tendenze unitarie, quando dice che è un riavvicinamento graduale all'Unità attraverso le leggi, gli istituti,
IO In A. GALANTE GARRONE, op. cit., pp. 473-479.
17) Vedilo in Scrìtti editi ed inediti di G. M., voi. Ili, pp. 261 sgg.