Rassegna storica del Risorgimento

COSTITUZIONI STATI UNITI D'AMERICA 1787; DEMOCRATICI ITALIA SEC
anno <1989>   pagina <435>
immagine non disponibile

La Costituzione americana
435
nel marzo 1831 Riflessi sul Governo federativo applicato all'Italia.16* Gli era stato chiesto di preparare la costituzione per una Repubblica federativa da stabilirsi in Italia. Con una lunga serie di ragionamenti, basati sulle diversità esistenti fra Stato e Stato, fra Regione e Regione della Penisola, la soluzione non gli sembra applicabile, soprattutto se lo scopo è quello di raggiungere il trionfo della sovranità popolare e del­l'eguaglianza. Per questo l'idea federale gli appare non democratica, ma germogliata nella mente di chi si adopera a tutta possa onde sradicare dal cuore de' loro paesani ogni seme di affetto veramente popolare. La debolezza della federazione, infine, renderebbe assai difficile la resistenza a nemici esterni; a riprova quel che avviene in Svizzera, dove alcuni cantoni sono filo-austriaci, altri filo-francesi.
Buonarroti a questo punto deve rintuzzare chi porterà l'esempio della confederazione degli Stati Uniti dell'America Settentrionale ; questo esempio verrà addotto in prova della bontà di quell'assetto politico in più repubbliche insieme confederate. Buonarroti ritiene improponibile il confronto tra gli Stati Uniti e la futura Italia. Se ponghiam mente ai pericoli della guerra, vedremo che la confederazione americana ha poco o nulla da temere, per non essere attorniata da nessuna nazione poderosa, e per essere divisa da un vasto mare da tutti quei potentati che potrebbero starle a fronte . Sicura alle frontiere, la confederazione americana è assai diversa anche al suo interno proprio perché lontana dalla esplosiva situa­zione del vecchio continente. La lontananza de' Governi europei non per mette loro d'accenderle in seno il fuoco della discordia; nessuno di quelli Stati americani ha interesse di favorire una anzi che l'altra potenza europea; affine di stabilire in quel paese l'assetto interno ora vigente, il quale non è per avventura il migliore che idear si possa, non bisognò se non mantenere quei costumi e quelli statuti da gran tempo stabiliti sotto il reggimento inglese .
Buonarroti, quindi, esclude decisamente la soluzione federale e si unisce è bene sottolinearlo ai tanti che considerano i princìpi su cui poggia la costituzione americana un doppione repubblicano della Magna Charta,
Ora, nel 1831, irrompe sulla scena politica italiana Giuseppe Mazzini. L'unitarismo è la base di tutta la sua dottrina. Il federalismo crea Stati deboli; l'Unità la forza della nazione. Anche Mazzini, però, deve fare i conti con i federalisti e con chi porta l'esempio degli Stati Uniti. Per questo in uno degli scritti più impegnati Dell'unità italiana scritto nel 1833 e ristampato nel 1861, dedica molte pagine alla confederazione ame­ricana; 17> ad essa attribuisce (persino tendenze unitarie, quando dice che è un riavvicinamento graduale all'Unità attraverso le leggi, gli istituti,
IO In A. GALANTE GARRONE, op. cit., pp. 473-479.
17) Vedilo in Scrìtti editi ed inediti di G. M., voi. Ili, pp. 261 sgg.