Rassegna storica del Risorgimento
COSTITUZIONI STATI UNITI D'AMERICA 1787; DEMOCRATICI ITALIA SEC
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Emilia Morelli
Il saggio Sulla costituzione, si può attribuire, secondo il Berti che l'ha pubblicato dall'autografo,21) agli anni 1830-1831; io lo ritengo di poco posteriore. Ad ogni modo l'autore si scaglia contro il regime costituzionale in genere e non solo contro quello monarchico e comincia con il criticare le due Camere che per istituzione debbono sposare due partiti diversi. Gli americani, invece, hanno una sola Camera: i deputati hanno il diritto di far le leggi, di regolare le imposizioni, di giudicare i presidenti. Tutto sembrerebbe, quindi, perfetto. Invece Musolino giudica la Costituzione americana la peggiore di quante mai ne siano state. Le ragioni di questa sentenza drastica partono dai poteri del Presidente, che dura in carica quattro anni e quindi racchiude in sé tutti i mali di un governo elettivo e temporario . La sua maggiore preoccupazione sarà quella di arricchire la sua famiglia ed i suoi amici, poiché è sicuro di perdere i guadagni attaccati alla sua dignità, ove spirato il termine, non vien confermato; ciò che rare volte accade. Ma c'è di più. Il presidente ha il diritto di nominare tutti gli impiegati non solo; può destituire tutti col solo pretesto che non li crede idonei , il che non avviene neppure nel dispotismo. Da queste premesse Musolino deduce che il Presidente può costituire un partito formato da tutti i funzionari, forte abbastanza da sovvertire colla forza e cogli intrighi l'ordine esistente e la costituzione dello Stato .
Gli sembra che gli Stati Uniti non siano diversi da quelli monarchici-costituzionali europei perché il presidente è arbitro della politica estera, della guerra e della pace, come i re che hanno concesso lo Statuto.
Musolino prevede, Confalonieri constata. L'uomo che aveva fatto tremare Mettermeli, liberato dal carcere aveva dovuto salpare per l'America.22) Le accoglienze che gli hanno riservato gli Stati Uniti sono state trionfali, dall'Atlantico al Pacifico. Si potrebbero considerare, quindi, ingrati i giudizi che leggeremo sulla società degli Stati Uniti. Non possiamo non riferirli perché contribuiscono, anche se espressi in lettere private, a influenzare l'opinione pubblica italiana sulle conseguenze negative della struttura statale americana. Non solo, ma confermano alcune preoccupazioni di chi aveva scartato, per la nostra Penisola, la soluzione statunitense.
Federico scrive da New York il 13 giugno 1837 al cognato Camillo Casati. A suo dire, nel paese alla libertà sta fondamentalmente prossima la licenza, alla democrazia l'oligarchia de' molti, forse più temibile di quella de' pochi, e che ristesso despotismo. Per circostanze straordinarie lo Stato è riuscito finora a sottrarsi alla quasi inevitabile degenerazione di sua costituzione ; è da supporre che questo non possa durare a lungo. Le provincie del Sud prosegue sonovi già in preda e in quelle del Nord cominciano già a scorgersene i più pericolosi germi . Il principio dissolvente dello Stato è nella eterogenea amalgama di
2ì) GIUSEPPE BERTI, Nuove ricerche su Benedetto Musolino, in Studi Storici, 1961, pp. 29-53.
22) per una prima informazione sul Confalonieri vedi la voce di LUIGI AMBROSOLI in Dizionario Biografico, cit., voi. 27, Roma, 1982.