Rassegna storica del Risorgimento

RIFORMISMO GRANDUCATO DI TOSCANA; RIVOLUZIONE FRANCESE; STORIOG
anno <1989>   pagina <458>
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458 Romano Ugolini
cipale di questo filone è la definizione del rapporto tra la Francia rivo­luzionaria, la stampa toscana e quel numeroso centro riformatore che, non solo nobile e non tutto borghese, da tale stampa viene profondamente influenzato, fino a trasformare e in ciò si scioglierebbe il citato para­dosso del Gianni una motivazione rivoluzionaria in un attacco conser­vatore al riformismo leopoldino. Si tratta in sostanza di eliminare quella cesura, presente in molti lavori, rappresentata dal 1789: ci si ferma al 1789 come limite del riformismo e si inizia dal 1789 come base dello studio della reazione, ma un vero quadro del rapporto tra Rivoluzione e Granducato non lo si potrà avere fin quando il 1789 non rappresenterà il nucleo centrale di una ricerca che abbia come base di partenza l'invo­luzione leopoldina e come punto d'arrivo la dominazione francese. La Rivo­luzione doveva dare nuovo vigore a un riformismo che languiva: è l'in­fluenza della Rivoluzione sul gruppo moderato toscano, a breve e a lungo periodo, il filone da riscoprire: si è più volte citata, in questo periodo, la celebre frase di Soboul che vuole la Rivoluzione madre di tutti noi; pensando alla Toscana, forse sarebbe più corretto pensare al periodo rivoluzionario francese antecedente al predominio napoleonico come allo sgorgare di tante sorgenti, confluenti poi in un'unica corrente, ovvero la tensione verso un modo sempre migliore di concepire non solo la libertà in nome della quale tanti delitti si possono commettere ma anche, è bene ricordarlo, l'uguaglianza e la fratellanza.
ROMANO UGOLINI