Rassegna storica del Risorgimento
GIUSTIZIA LIGURIA 1784; PORTO VENERE STORIA 1784
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1989
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Paolo Emilio Faggioni
aver tuttavia dei sospetti su chi possino essere li ladri di detto mio olio: Agostino figlio di Padron Antonio Massa, Matteo e Bernardo fratelli Canesi figli della Capotina, atteso che li medesimi ho avuto notizia che ne abbino venduto non so la quantità di detto olio a Martino Traverso, e credo a Teresa di cui non so il Casato, e so che li medesimi non racolgono olivi da poter far olio, e né pure da vendere, mentre per quanto si vocifera in detto luogo sono soliti li suddetti commetterne di simili furti.
Sulla reale esistenza della giara piena d'olio, sono in grado di testimoniare Gio. Batta Sturlese e Stefano Traverso; sulla mancanza sono probanti le lamente di subito in quest'oggi da me fatte ; della sua onestà, infine, ne saranno anco informati li sopradetti Traverso, e Sturlese .
Ma quale la strada seguita dai ladri? Atteso le diligenze da me usate in essa mia casa non ho ritrovato rottura alcuna, bensì mi do a credere, che il ladro, o sian ladri di detto mio olio siansi introdotti in essa mia casa dalla mezaria della finestra che domenica prossima passata mia moglie aveva lasciato apperta.
La oliatissima macchina della giustizia genovese si mette subito in moto. Audio tenore supradictae denunciationis , il Podestà prende immediatamente i provvedimenti del caso: da un lato, predispone opportunam visitationem della casa nella quale è stato compiuto il furto, dall'altro, senza tanti ripensamenti, ordina l'immediato arresto dei tre sospettati prò assicurandis iuribus Phisci . Alberto Montereggio, nuntius Curiae , esegue l'ordine e la sera fa il suo bravo rapporto al notaro attuario: Atteso l'ordine avuto dal nostro Illustrissimo Signor Podestà di caturare Agostino figlio del patron Antonio Massa, Matteo, e Bernardo fratelli Canesi figli della Capotina uno sopranominato Genaro, et altro il Maonese, e quelli averli catturati, e condoti in queste Carceri a disposizione di questo Fisco e posti sotto la custodia delle chiavi ecc. e seguite dette catture d'ordine come sopra mi sono portato nella casa di detti Matteo, e Bernardo fratelli Canese, e fatte in essa casa le diligenze averle ritrovato una piciola pentola quasi piena d'olio, e di ordine come sopra averla restituita al detto Antonio Canese derubato . Già che c'era, il solerte Messo dà una occhiata in più e si accorge che qualcos'altro sapeva di rubato; sicché riferisce al notaro di aver inoltre in essa casa ritrovato un cavo di canepa o sia bremo8> in peso circa libre otto,9) e questo averlo riposto presso la presente Curia quale dicesi essere stato mancato su il gozzo di Bernardo Montefinale .I0>
7) il soprannome Maonese potrebbe indicare aver il giovane Canese navigato sino a Mahon nell'isola di Minorca, oppure, considerato il paese nel quale avvengono i fatti che stiamo narrando, aver egli avuto qualche commercio con i corsari maonesi che in quel periodo erano presenti nella zona.
8) Bromo. Fune fatta con Sparto e intrecciata .(Crusca).
5) Come abbiamo detto, la libbra era equivalente a gr. 316.750; quindi il cavo pesava kg. 2,5.
io>) Gozzo: Specie di palischermo da pescatori, piccolo, ed acuto da prua e