Rassegna storica del Risorgimento
GIUSTIZIA LIGURIA 1784; PORTO VENERE STORIA 1784
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1989
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466
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466 Paolo Emilio Faggioni
detti discorsi osservai al detto Bernardo, che avea un braccio assieme alla camicia che aveva tutta lorda e che grondava dalla detta camicia e braccio olio . Naturalmente, anche Domenico è al corrente delle voci che circolano sul fatto del giorno.
Terminata l'escussione dei testimoni, è la volta dei periti. Successive ubi supra paefatus Illustrissimus Dominus Praetor [...] ad effectum reco-gnoscendi, et faciendi confrontationem olei de quo in eodemmet poculo, existentur domi dicti Antonii Canesi derubati, olla, et amphora vitrea ut supra praesentata, et ad effectum praedictum mandat per Nuntium huius Curiae extrai e dicto poculo aliam amphoram vitream et ad omnem bonum finem, et effectum ellegit, et deputavit in peritos binos torcularios scilicet Iacobum, et Simonem frates Chiesa quondam Augustini prò recognoscendis oleis an sit vel ne equale colore, et sapore.
Il Messo si reca immediatamente a chiamare i due frantoisti che depongono in maniera, nel verbale del notaro, identica. Son qui comparso d'ordine ecc., citato per mezzo di questo Noncio ad effetto di riconoscere gli oli stati presentati a questa Curia nelle ambedue ampolete, e pentola, et avere quelli diligentemente osservati, e considerati et al palato masticati, et averli detti oli ritrovati di una sola qualità, bontà, sapore, e colore, e ciò secondo la mia perizia dico essere detto olio eguale, e di una sola qualità.
H giovedì seguente, il Podestà mandat, et ordinat extrai e carce-ribus i tre presunti ladri ad effectum eos unum post alterum exami-nandi . Il Messo esegue l'ordine e subito si presenta con il primo. Extractus e carceribus supradictus Matheus Canesius quondam Dominici de praesenti loco Portusveneris, et adductus ad praesentem locum examinis cui quoad se nullum delatum iuramentum veritatis dicendae sed tantum benigne monitus ad eam fattendam, testi vero quoad alios consocios delatum fuit per me iuramentum veritatis dicendae et qui tactis Scripturis etc citra praeiuditium etc, interrogata de eius nomine, cognomine, patre, patria, et exercitio etc, respondit: mi chiamo Matteo Canese quondam Domenico di questo luogo e credo avere compito Tetta d'anni 20, e di mia proffessione facio il garzone della rete. Dichiara di trovarsi in carcere da nove giorni e ne espone il motivo. La caosa di detta mia carcerazione è stata per aver preso un poco d'olio nella casa di Antonio Canese situata in questo luogo di compagnia di Bernardo mio frattello, e di Agostino Massa la sera di lunedi 19 del corrente Aprile, che fu due giorni prima della mia carcerazione . 'Nella casa del Canese è entrato dalla porta in strada, che ritrovai apperta [.] atteso che detto Barnardo mio frattello et Agostino Massa vennero a chiamarmi a casa, acciò andassi seco l'oro, e mi condussero nella casa di detto Antonio Canese, e prima di entrare vidi a terra distesa una antena di gozzo et allora essi due mi confidarono, che per mezzo di detta antena erano saliti alle mezz'arie della finestra di detta casa et in quella introdutisi avevano apperta la porta di strada e tutti tre entrassimo in essa casa, e mediante il chiaro del lume, che aveamo facessimo le diligenze se trovavamo del pane e vino, e farina, che era stato asserito a detto Bernardo mio frattello da Rosina figlia della quon-