Rassegna storica del Risorgimento
GIUSTIZIA LIGURIA 1784; PORTO VENERE STORIA 1784
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1989
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Processo a Porto Venere nel 1784
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dam Gironima Strizal, quale l'è avea déto, che in essa casa vi era del pane, vino, e farina e sicome aveamo fame si mossimo ad andare in essa casa e non avendo ritrovato di detti generi di robbe, scoprissimo una giara da olio, che ivi era e ne portassimo via circa un mezzo quarto di detto olio, e se lo siamo divisi fra noi altri tre .
Che fine abbia fatto l'olio sappiamo ed il Canese lo conferma: la sua parte è restata in una pentola nella di lui abitazione; il compare Agostino Massa ne ha venduto tre fiaschi: a Martino Traverso, al nipote del padron Domenico Queirollo ed a Nicolò Rovelli. Richiesto di dire tutta la verità, il Canese afferma di averlo fatto.
H Podestà fa allora ricondurre il giovane in carcere e venire alla sua presenza il secondo imputato. Agostino Massa ha sedici anni ed è minorenne; occorre quindi che sia presente un difensore. Time Dominus Illustrissimus Praetor attenta eius minori etate ut supra allegata ad omnem bonum finem, et effectum et ad cautelami tantum, et non aliter, et circa preiuditium iurium Phisci mandavit prout mandat decerni in curatorem prout decrevit unum ex curatroibus generalibus eo quia propinqui non potuerit haberi, et in omnibus ad formam Statuti de Minoribus 14> immo decrevit in curatorem dicti minoris Augustini Massa Dominum Notarium Iohannem Baptistam Bosium, qui Dominus Notarius Bosius curator ut supra de mandato vocatus hic praesens munus praedictum acceptavit, et acceptat, atque promittit, et jurat tactis etc. dictum Augustinum Massa minorem deffendere et indefensum non relinquere, utilia eiusdem facere inutilia praetermittere et alia adhimplere ad quae ratione dicti muneris tenetur sub etc. .
Nominato il patrono, ed alla sua presenza, si procede all'interrogatorio. Anche Agostino è di Porto Venere, fa il marinaio ed è in carcere da nove giorni, per aver preso un poco d'olio nella casa di Antonio Canese . Dal Podestà interrogatus quomodo introduxit in ipsa domo, respondit: io assieme al detto Bernardo Canese sopranominato il Maonese sono entrato in essa casa per mezzo di una antena di gozzo appogiata alla muralia di detta casa sotto la finestra, e per mezzo della medesima antena salissimo, e introdussimo dalle mezz'arie di detta finestra, et indi andassimo ad apprire le porte . Il racconto segue identico a quello del precedente imputato, Rosina compresa. Circa la quantità rubata, il Massa precisa: portassimo via da circa amole sei15) di detto olio. Afferma di averne
M) Veruni, ubi centra minorem annorum vigiliti de maleficio, vel crimine agi contigerìt; statuatur curator minori unus ex agnatis, vel cognatis, aut afìinibus; si haberi is commode poteri.!: sin minus, altquis de procuratorum grege, qui vel Gcnuae agunt causas, vel ubi agetur iudicium, quem minor clegerit: nec alius possit statui, nec statutus admittì . (Crimtnatium Jurium Serenìssimae Reipublicae Genuensis libri duo, ììb. I, cap. XCI, De minoribus, et quomodo contra eos procedendum sit; deque eorum poenis, Gcnuae, MDCLX.IX, Excudebat Ioannes Baptista Tiboldus).
15) L'amola equivaleva a litri 0,883; sei amole corrispondono dunque a litri 5,298. Naturalmente a testa, ma il Massa evita di precisarlo,