Rassegna storica del Risorgimento
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> 1806-1811; GIORNALI REGNO DI NAPOLI 1
anno
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1989
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pagina
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477
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, // Giornale d'Intendenza nel regno di Napoli 477
Citeriore, a suo avviso subito soppresso, perché il governo vi aveva trovato degli inconvenienti .*) Angela Valente, per il periodo murattiano, scrive, anche essa in maniera non corrispondente al vero, che non sempre e dovunque essi poteron venir pubblicati, e dichiara di averne reperito solo alcune annate riguardanti il Molise e la Calabria.3) Ci sembra, perciò, opportuno, dopo aver constatato con un'ampia ricognizione la presenza del giornale in tutto il Mezzogiorno fin dal Decennio,4) far luce con una inedita documentazione sui motivi della nascita del periodico, sul suo travagliato inizio, sulla sua diffusione, terminando con alcune osservazioni sulla utilità che ne può trarre lo studioso.
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Le ragioni che consigliarono la pubblicazione di questo tipo di giornale furono di ordine pratico. Nei primi mesi dell'ingresso del Mezzogiorno nell'orbita imperiale, i francesi trasformarono profondamente, secondo il modello napoleonico, le strutture dello Stato, incidendo non solo sulla amministrazione, ma anche sulla società. Ricorderemo a titolo esemplificativo che, mentre si stabilivano le attribuzioni dei ministeri, nel maggio 1806 fu istituito il Consiglio di Stato ed emanata la legge sul Tavoliere di Puglia, nel giugno fu riordinato il pagamento delle contribuzioni, fu richiamata al tesoro pubblico la percezione degli arrendamenti, fu istituito un consiglio di liquidazione del debito pubblico, furono stabilite amministrazioni per i demani e per i dazi indiretti, nel luglio lo Stato mise in vendita una notevole quantità di beni, furono organizzate la gendarmeria e il genio, nell'agosto fu decretata l'abolizione della feudalità, fu riordinata la divisione delle province e l'amministrazione locale, fu introdotta la fondiaria al posto di tutte le contribuzioni dirette, fu fatto obbligo ai comuni di mantenere una scuola elementare, mentre si procedeva alla nomina del personale civile, giudiziario, militare. Nei mesi successivi proseguì l'attività normativa, accompagnata da una serie di istruzioni per l'esecuzione dei provvedimenti. I mutamenti investivano tutta la vita civile. Si modificavano nomi e funzioni di amministratori locali, -magistrature e giurisdizioni, imposizioni fiscali e modalità di pagamento: era una rivoluzione di abitudini e mentalità destinata a trovare resistenza non solo nei nostalgici dei Borboni, fiduciosi in un prossimo ritorno della dinastia legittima, ma anche nella massa della popolazione, che si trovava improvvisamente costretta ad adeguarsi ad un'organizzazione dello Stato completamente nuova.
Per far giungere in tutto il Mezzogiorno l'impulso che partiva dalla capitale, con legge dell'8 agosto 1806 il regno fu diviso in province, ed
2) j. RAMBAUD, Naples sous Joseph Bonaparte, Paris, Plon, 1911, p. 474.
3) A. VALENTE, Gioacchino Murai e l'Italia meridionale, II ediz., Torino, Einaudi 1965, p. 39.
4) SÌ veda negli atti del convegno, di prossima pubblicazione, I. ALAGIA, / Giornali d'Intendenza nel Mezzogiórno: dove consultarli?