Rassegna storica del Risorgimento

BORSARI LUIGI
anno <1989>   pagina <507>
immagine non disponibile

Luigi Borsari 507
nizza, si congiunge con una non meno grande: coll'offesa dell'intera nazione italiana. L'animo ci rifugge dalla vendetta, ma noi dobbiamo difenderci dall'offesa comune. Ritrarci in questo momento o limitarci alla semplice difesa del territorio sarebbe un confessare che noi non apparteniamo all'intera nazione italiana.
Qualche giorno prima, il 10, Borsari era intervenuto nel dibattito, in accesa polemica col deputato Ronghiasci Brancaleoni per difendere l'operato della Camera in materia di politica interna ed estera, poi, il 12, sui criteri da adottare per la preparazione dei Codici civile e penale.15)
Il 21, il 24 e 28 il Borsari intervenne nella discussione sull'operato del Ministero in politica interna ed estera e sull'intervento austriaco nel ferrarese.16) Il 4 agosto, altri interventi di Borsari sulla proposta di legge per l'inviolabilità del segreto postale e il 14 sull'emancipazione civile degli ebrei. Tempo era che cessasse il cieco spirito di superstizione e l'odio di razza: lo spettacolo di un popolo schiavo e incatenato sarebbe stata la smentita più solenne che mai avesse potuto darsi alla professione dei princìpi liberali.17) Ritornerà Borsari sull'argomento con un opuscolo, La questione israelitica, dedicato all'Azeglio e pubblicato nello stesso 1848, in materia di diritto successorio degli ebrei all'eredità del congiunto cristiano.
Il 19 Borsari prese la parola sull'abolizione dei tribunali e delle commissioni straordinarie,18) il 23 ancora sui fatti di Ferrara ed infine, il 24 agosto, sull'abolizione del dazio di consumo.19)
Sulle dimissioni da deputato di Borsari si scrisse che alla decisione addivenne perché convinto che non sarebbe mai nata una alleanza in fun­zione antiaustriaca e che fu determinante l'assassinio di Pellegrino Rossi. Certo, una somma di delusioni portò il Borsari alla grave decisione con la conseguente sua sostituzione, il 21 dicembre, con Giovanni Costabili che nel febbraio 1849 rappresenterà Ferrara anche alla Costituente Romana.
Dal suo ultimo articolo sulla Gazzetta del 15 dicembre traspare una grande serenità e libertà di giudizio: riesaminando il comportamento delle parti vive e delle istituzioni dello Stato, dalla religione alla Guardia Civica, dalla libera stampa al Consiglio dei Deputati, Borsari conclude che su nessuno poteva pesare appieno la responsabilità della fuga a Gaeta del Papa e del crollo di tutte le speranze in lui riposte: un convinto atto di fede, quindi, nelle libere istituzioni.
Nella breve stagione della Repubblica Romana, Borsari fece attiva­mente parte del Consiglio Municipale Ferrarese che, il 6 maggio 1849, con fierezza dichiarò agli occupanti austriaci di riconoscere il governo repubblicano e non quello pontificio.
15) Le Assemblee del Risorgimento - Atti raccolti e pubblicati per deliberazione della Camera dei Deputati, Roma, voi. I, Roma, 1911, pp. 278, 302-303.
W Ivi, pp. 408-409, 426-421, 430, 447, 452.
17) /,;/, pp. 551-553, 643-644.
W Ivi, pp. 697-699.
W) ivi, pp. 256-257, 802.