Rassegna storica del Risorgimento
LAVORO DEI FANCIULLI LEGISLAZIONE 1886
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1990
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La legge sul lavoro dei fanciulli
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gìmento gravissimo per le industrie principali nascenti .159) Del resto, continuava Manfrin, nelle fabbriche più importanti vi erano tali condizioni igieniche e di luce, e specialmente per l'innovazione della luce elettrica, che è tutt'altro che dannoso il lavoro notturno ed è forse migliore, più chiaro, più igienico il lavoro di notte che quello di giorno .,60> Escludere il lavoro notturno, minacciò il relatore, avrebbe voluto dire rimettere in forse tutta la legge e lo stesso Grimaldi intervenne per incitare il Senato a votare l'art. 2 nella versione proposta dall'Ufficio Centrale, Ancora una volta rimase inascoltato l'appello, a quel punto un po' patetico, di Massarani: le industrie erano una necessità sociale, ma una necessità la quale trascina seco mali non lievi. Perchè dunque non si vorrà che a questi mali, per quanto possibile, si ponga rimedio? Che vi si chiede? Vi si chiede di tutelare per quanto si può la salute degli impuberi .161>
Riguardo alle misure contro gli industriali che non rispettavano la legge, Massarani proponeva di tornare all'originale progetto di Berti, cambiando però l'ammontare delle multe secondo lo schema elaborato dall'Ufficio Centrale. Se neppure tale emendamento fosse stato accettato, aggiungeva il senatore, siemi lecito dire che molti potranno assai dubitare della volontà di chi ha fatto la legge, dei suoi precisi propositi rispetto all'applicazione di essa. Sarà un modo meno regolare e diretto di togliere efficacia anche a quelle poche disposizioni che nella legge sono inserite .162> Ma, com'era prevedibile, la proposta fu respinta. Perfino Rossi trovò più prudente ritirare una sua timida ipotesi di modifica, che stabiliva l'obbligatorietà di un giorno di riposo alla settimana, la domenica, per i giovani fino a 14 anni. Nella discussione, Manfrin e Grimaldi offrirono un altro saggio del loro liberalismo integrale e della loro sapienza giuridica. Manfrin arrivò a sostenere che, rendendo obbligatoria la festività domenicale, l'Italia si sarebbe abbassata al livello di quelle nazioni che non hanno certamente un concetto troppo esatto della libertà del lavoro e della libertà di coscienza . Infatti il riposo domenicale costituiva soltanto una credenza religiosa, e vi consentono soltanto coloro che professano tale credenza.163) Il ministro, dal canto suo, aggiungeva che, come il problema della vaccinazione avrebbe dovuto essere affrontato solo nella discussione di un Codice sanitario, così anche la questione della festività settimanale, da un punto di vista legislativo, doveva essere trattata da sé e non in rapporto al lavoro dei fanciulli .16*)
Degna conclusione di tutto il dibattito fu l'approvazione dell'emendamento di Grimaldi all'art. 5. Su proposta del ministro, incaricati di
m M, p. 4488. m Ivi, p. 4491. I6D ivi, p. 4490.
162) Ivi, p. 4495,
163) Ivi, p. 4497.
l> Ivi, pp. 44864487.