Rassegna storica del Risorgimento
LAVORO DEI FANCIULLI LEGISLAZIONE 1886
anno
<
1990
>
pagina
<
38
>
38 Filippo Ronchi
sorvegliare l'esecuzione della legge furono non più, come aveva previsto l'Ufficio Centrale, i funzionari del ministero dell'Interno (quindi anche guardie di pubblica sicurezza, delegati, prefetti), ma solo gli ingegneri delle miniere e gli ispettori delle industrie, dipendenti dal modesto e tranquillo ministero dell'Agricoltura. Ciò per rendere più mite, più accettabile la sorveglianza.165) Aggiungeva Manfrin, subito pronto a schierarsi con il governo in questa corsa verso il peggio: L'intervento delle guardie sarebbe una cosa troppo aspra e forse umiliante per i proprietari ed i capi degli opifici .166> Mentre l'Ufficio Centrale si dichiarò in blocco favorevole alla proposta di Grimaldi, venne respinto un ultimo emendamento di Massarani, che prevedeva, nei controlli, l'intervento anche di medici condotti appositamente delegati, i tutori più naturali della salute dei giovani.167) Massarani, inoltre, aveva sottolineato come gli unici veramente adatti ad un'opera di sorveglianza fossero proprio i funzionari del ministero dell'Interno perchè certamente sono quelli che hanno i mezzi più idonei, autorità maggiore e che possono quindi più facilmente ottenere lo scopo che ci proponiamo.168) Ma, terminato il dibattito, al senatore lombardo non restava altro che lasciarsi andare ad un amaro sfogo contro la resistenza assoluta ed inoppugnabile dell'Ufficio Centrale.169) La legge, ormai completamente svuotata di qualunque carica autenticamente riformatrice, venne approvata. Il 22 dicembre 1885, su 72 senatori presenti, 65 si dichiararono favorevoli e soltanto 7 contrari.
Il Diritto, espressione dal 1877 del gruppo più avanzato della Sinistra facente capo a Cairoli e Zanardelli, e negli anni '80 portavoce della pentarchia,170) fu l'unico tra i grandi organi di stampa dell'epoca ad
M5) Ivi, p. 4498.
166> Ivi, p. 4500.
167> Ivi, p. 4499.
m Ibidem.
169) Ibidem.
ITO) Le varie fazioni della Sinistra contrarie all'alleanza di Depretis con la Destra e al trasformismo, dopo laboriose trattative, riuscirono, nel novembre 1882, a unirsi in un solo schieramento, la pentarchia , cioè una corrente diretta da Cairoli, Zanardelli, Baccarini (capi della Sinistra storica settentrionale), Nicotera e Crispi (capi della Sinistra storica meridionale). La corrente pentarchica, che comprendeva un centinaio di deputati, fu per alcuni anni il principale gruppo di opposizione costituzionale alla politica di Depretis, di fronte alla quale riaffermò la validità dell'originario programma democratico e laico della Sinistra. Ma nella pentarchia convivevano gruppi sostanzialmente diversi: quello di Nicotera, controverso personaggio che aveva aderito soprattutto per motivi di ostilità personale alla leadership di Depretis, quelli di Zanardelli e Baccarini, disposti anche a stringere alleanze elettorali con i radicali. Così, se Nicotera rappresentava gli interessi degli agrari del Mezzogiorno e Crispi quelli dell'Industria cantieristica, Baccarini, Zanardelli e Cairoli si facevano interpreti delle aspirazioni della borghesia progressista settentrionale. Queste contraddizioni rendevano la situazione molto fluida in Parlamento, sicché Depretis riuscì ad inglobare Zanardelli e Crispi nel suo ultimo ministero (1887). I due capi della pentarchia si adattarono a collaborare con personaggi quali appunto