Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
anno
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1990
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pagina
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193
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Sull'annessione della Toscana 193
rado i termini come unione, unità, unitario etc. venivano adoperati anche quando si alludeva ad un ordinamento sia federale che confederale, poiché ambedue erano pur sempre un'aggregazione di Stati limitativa dell'autonomia assoluta. Ci troviamo, quindi, in difficoltà, ed è facile cadere in errore, quando dobbiamo valutare uno scritto dove si parla di unione, o di federazione, o di confederazione, senza che vi sia un corredo di elementi di chiarificazione su cosa si intendeva con questi vocaboli. Questa digressione è opportuna perché in base ad una lettera di Giorgini alla moglie Vittoria,7) maggio 1848, la Simoni e il Puccioni hanno sostenuto che in quel periodo era non solo unitario, ma addirittura un acuto e profetico antesignano delle annessioni del 1860; vediamone un passo:
Il partito unitario crescerà di speranza e di forza, e il grdo di Viva Carlo Alberto! diventerà la parola d'ordine di tutte le opposizioni politiche, in tutti gli Stati d'Italia. La mia intima convinzione è che l'Italia corre alla sua Unità assoluta e materiale, a costituirsi in uno stato solo. Questa tendenza sarà manifesta non appena il Lombardo-Veneto si sia congiunto al Piemonte. L'alta Italia, divenuto un sol Regno, eserciterà un'azione potente in tutti gli altri stati; e mi par già di vedere a questo effetto chiare preparazioni. La Sicilia senza principe; Napoli scontenta del suo; Pio IX che sarà quasi sicuramente l'ultimo re di Roma... Resta la Toscana: ma il principato è morto in Toscana... .9>
Alla luce di ciò che il lucchese sostenne nel giugno 1848 nell'articolo apparso sul giornale pisano, che è ovviamente più articolato e circostanziato della lettera familiare del mese precedente, ci sentiamo di affermare che, a metà di quell'anno, era ancora favorevole ad una lega degli Stati della penisola in funzione della guerra all'Austria,1 e che esso quindi non rappresenta un radicale ribaltamento in senso antiunitario di quello che scrisse alla moglie, che va interpretato non tanto come compiacimento, quanto piuttosto come disappunto per la piega che stavano assumendo gli eventi.
9) Cinquantasette lettere di Massimo d'Azeglio, con prefazione di MARIO PUCCIONI, Firenze, Vallecchi, 1935, pp. 24-25.
W Per meglio comprendere il pensiero di Giorgini sull'ordinamento da dare all'Italia, si veda questo passo a proposito della riunione della Lombardia al Piemonte: Anche più specioso era l'argomento di quelli i quali dicevano, che scemare il numero degli stati era sempre un accostarsi all'unità, che ogni stato soppresso era un passo fatto verso l'unità: e se per questo intendevano che il tre è più vicino all'uno del quattro, e il quattro del cinque, nessuno avrebbe avuto il diritto di contraddire alla loro sentenza. Ma l'abbaco non risolve i problemi sociali. Supposto per modo d'esempio che in Toscana fosse estinta -la presente dinastia, e che il papa deponesse il suo temporale dominio, se 'la Toscana e li Stati Pontifici sì aggregassero al regno di Napoli, credete voi che l'Italia divisa In due regni, sarebbe più vicina all'unità, che non lo sia ora coi suoi cinque stati? Io .per me non lo credo: ma credo che sarebbe più divisa che mai, e forse divisa per sempre; perché i due regni, ciascheduno dei quali sarebbe forte, e basterebbe a se medesimo, non avrebbero più ragione d'intendersi, né di stare assieme {Il Regno dell'Alta Italia, cit.).