Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
anno <1990>   pagina <194>
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Giovanni Luseroni
Sul come Giorgini avrebbe voluto risolvere i problemi interni alla Toscana quarantottesca possiamo citare due lettere indirizzate a Raffaello Lambruschini; in una, quasi anticipando quella che fu nel '49 la tattica sobillatrice attuata nelle campagne dai moderati per abbattere il Ministero democratico, esortò il destinatario ad impegnarsi con un indirizzo ai to­scani contro le tendenze anarchiche, contro le tirannie popolari, l'igno­ranza, la presunzione, la .petulanza dei tribuni di caffè e di gazzetta; tale indirizzo, firmato dai magistrati, dai deputati, dai vescovi, dal clero doveva essere diffuso capillarmente, servendosi anche dei parroci, i quali avrebbero dovuto leggerlo dall'altare ai loro popoli . Qui conclu­deva non si tratta più di salvare il principato; si tratta della società .n> Nella seconda il lucchese ribadì i suoi pensieri sui sedicenti repubblicani e propose di fondare un giornale, diretto da Lanibruschini e da Giusti, da distribuirsi gratis , visto che era opportuno moltiplicare i contatti col popolo, e acquistare autorità educando e beneficando p)
-In sostanza si può affermare che in linea di massima nel '48-'49 Gior-gini era moderato, fortemente avverso ai democratici e convinto della supe­riorità morale e culturale della Toscana rispetto agli altri Stati italiani.13) E tale rimase negli anni successivi, mutando solo le sue posizioni sull'ordi­namento territoriale ed istituzionale, che doveva caratterizzare la penisola una volta conquistata l'indipendenza; se infatti fu favorevole nel '47-'48 alla lega dei principi, lo ritroviamo ancora antiunionista nei primi mesi del 1859, ma annessionista in quelli successivi.14)
U) G. B. Giorgini a R. Lambruschini, 8 settembre 1848, in Biblioteca Nazionale dì Firenze, Carteggi Vari (d'ora in avanti BNF, CV), 7, 12.
12) G. B. Giorgini a R. Lambruschini, 13 settembre 1848, in BNF, CV, 7, 13.
U) Si veda ad esempio quanto aveva scritto a proposito delle accuse rivolte dai piemontesi ai toscani di aspirare ad una aggregazione del sarzanese al Granducato: la stampa piemontese guarda agli acquisti fatti dalla Toscana (che pure sono un nulla appetto agli acquisti fatti e sperati dal Piemonte) quasi fossero usurpazioni, e quasi la Toscana meditasse armeggiamenti e conquiste; quasi che la Toscana non contenta di regnare su tutta l'Italia colla sua lingua, colle sue arti, colla sua letteratura, colla sua civiltà, aspirasse a regnare sulla parte di mezzo, come Ferdinando di Borbone regna su quella di fondo (Il Regno dell'Alta Italia, cit.). Sulla questione della Lunigiana nel 1848 si veda A. DE RUBERTIS, Vincenzo Gioberti e la vertenza tosco-piemontese della Lunigiana, in Archivio Storico Italiano, III, 1927, pp. 245-264.
14) Con molta onestà intellettuale Giorgini, in una relazione stesa per la Gioii Bartolommei intorno al lavorio preparatorio del 27 aprile 1859, riconobbe che il 27 aprile lo fece, si può dire, la Società Nazionale La Farina, all'insaputa di tutti i barbassori del partito liberale che si riunivano in casa di Bettino Ricasoli in Via del Cocomero... Nessuno dei liberali toscani deal partito nostro s'immaginava a che punto si trovassero le cose. Credevamo all'unità italiana, ma come ad una possibilità remota (M. GIOLI BARTOLOMMEI, // rivolgimento toscano e l'azione popolare (1847-J860). Dai ricordi familiari del marchese Ferdinando Bartolommei, Firenze, Barbèra, 1905, p. 247). Ma si veda anche quanto annotò Marco Tabarrini il 20 agosto a proposito del voto all'Assemblea toscana sull'annessione al Piemonte: Il rapporto l'ha fatto il Giorgini, che era antiunionista pochi giorni fa, e mi faceva muso perché non combattevo il Ricasoli