Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
anno <1990>   pagina <196>
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Giovanni Luseroni
l'esempio di una vita specchiata e indipendente e con una cura be­nefica e amorevole delle miserie popolari.20) L'indipendenza poi si poteva ottenere soltanto con la guerra nazionale , senza la quale è vano che un popolo spera scuotere il duro giogo della dominazione straniera,21) mentre la nazionalità doveva concretizzarsi in uno Stato unitario, perché, se instabili sono le leghe de' popoli, malfide sempre riescono le leghe de' .principi per la divergenza de' particolari interessi di ciascuno.
Si potrebbe pensare che sui temi della necessità della guerra all'Austria per l'indipendenza e dell'unità, Fabrizi facesse proprie le posizioni della pubblicistica democratica; è probabile invece che le sue riflessioni risen­tissero della sua giovanile formazione culturale avvenuta in Corsica, dove era assai sviluppata la coscienza della omogeneità etnica e della peculia­rità dell'essere còrsi, coscienza che aveva suscitato quella che possiamo definire la prima rivolta indipendentistica dell'età moderna. È certo, però, dall'esame del suo opuscolo, che le opinioni sul come risolvere la que­stione italiana prendevano le mosse da un giudizio positivo sull'influenza che avevano avuto sulla penisola la Rivoluzione dell'89 e soprattutto l'età napoleonica.23) L'avvocato còrso si riallacciava insomma a Napoleone (an­che se di costui condannava la politica assolutista), poiché propugnava un governo monarchico-costituzionale, il quale si fondi sulla centralità poli­tica moderata dagli ordini municipali e provinciali ,24) governo che doveva essere retto dalla dinastia sabauda, cioè da quell'animosa casa regnante, il cui armigero popolo, presago delle future sorti italiane, va in sé vivifi­cando gli spiriti nazionali, e a commuoversi sembra aspetti il cenno de' popoli-fratelli del mezzodì e del centro d'Italia. 3)
Filosabaudo, monarchico-costituzionale, unitario favorevole al decen­tramento, Fabrizi con Del sentimento nazionale ottenne, anche tra i demo­cratici, vasti consensi26) che indubbiamente lo stimolarono ad occuparsi
so) ivi, p. 14.
21) ivi, p. 36.
22) Ivi, p. 21; ma sulla critica alle proposte confederali si veda anche quest'altro passo: E l'Italia che tanto ha sofferto per mancanza d'unità, smemorata del passato, correrà dietro a questa - magnifica idea ' (espressione di C. Balbo) [la nota è di Fabrizi] della confederazione! e si avvolgerà così in una incredibile petizione di principio, cercando ciecamente l'unione per mezzo di quelle stesse forze, da cui gli occhi nostri la veggono infiacchita e mutilata! {Ivi, pp. 22-23).
23) La rivoluzione di Francia risvegliò gli spiriti in Italia già scossi dalla possente voce dell'Alfieri; e cominciò allora a formarsi la parte nazionale, la quale s'invigorì nelle guerre napoleoniche (Ivi, p. 45). Ma oltre a questo passo, si vedano ivi i numerosi riferimenti a Napoleone.
24) Ivi, p. 33.
25) Ivi, p. 31.
26) Ad esempio G. MONTANELLI, Memorie, cit., p. 225, definì l'opuscolo sensato discorsetto, e G. Lamberti ad A. Gabrini, 17 luglio 1846, cosi si espresse: meno male dell'altre produzioni , in Protocollo della Giovine Italia, IV, 1846, p. 97. Per avere un'idea della fortuna editoriale di questo scritto si vedano le ristampe elencate