Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
anno <1990>   pagina <197>
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Sull'annessione della Toscana
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sempre più di politica. Collaborò infatti nel '47-'48 a // Contemporaneo e a L'Italia, dove, tra l'altro, esaminando le leggi municipali francesi, ribadì con più profonde argomentazioni politico-giuridiche le sue idee sulla opportunità di attribuire poteri estesi alle amministrazioni periferiche: Debbono i comuni per compiere l'ufficio avere una vita propria e spon­tanea, la quale armonizzi ma non si confonda coi movimento generale impresso alla nazione dal Governo che ad essa tutta quanta presiede.7S> Raggiunto l'insegnamento universitario, la carriera accademica del còrso si intrecciò singolarmente con quella di Giorgini; infatti Fabrizi, suc­ceduto a Montanelli durante il 1848 nella cattedra di Diritto patrio e com­merciale presso l'ateneo di Pisa, fu destituito subito dopo la seconda re-iSsftirazione lorenese,29* mentre il lucchese, allontanato dall'Università dal governo provvisorio, fu reintegrato.30) Ritornato allora a Livorno all'atti­vità forense, si avvicinò gradatamente a Ricasoli 31> ed a Salvagnoli, a coloro cioè che nel biennio anteriore al '48 erano stati, insieme a Lambruscliini, tra i moderati più sensibili al riformismo, ma che di fronte all'incalzare della rivoluzione si erano spostati su posizioni conservatrici tanto da pro­digarsi a favore di Leopoldo II, sanando così, in funzione antirivoluzio­naria ed antidemocratica, la frattura che si era verificata nel marzo 1847 tra loro ed i capponiani s.32*
in A- BERTARELLI, Inventario della raccolta donata da Achille Bertarelli al Comune di Milano, I, Bergamo, Istituto italiano d'arti grafiche, 1925, p. 250.
27) Cenni sulla procedura criminale, in TI Contemporaneo, nn. 14-15, 3 e 10 aprile 1847.
28) Della legge municipale e in specie della legge francese, in L'Italia, n. 21, 30 ottobre 1847; de altre parti di questo articolo apparvero nei nn. 23, 24, 27 rispetti­vamente del 13 novembre, 20 novembre e 11 dicembre 1847. Per la paternità di questo scritto anonimo, si veda G. Fabrizi a R. Castinelli, Bastia, 22 ottobre 1847: Mi stavo occupando di legge municipale. Eccole qui la prima parte di un articolo che potrà essere inserito nell'Italia. Credo che ce ne sarà per tre numeri. La legge municipale è cosa fondamentale e gl'Italiani devono cercare di aver qualcosa di meglio della legge francese , in Biblioteca Labronica di Livorno, Autografoteca Bastogi (d'ora in avanti BLL, Aui. B), ad nomen, inserto 69, inedita.
29) Cfr. E. MICHEL, Maestri e scolari, cit., pp. 576, 403, nota 1. Che Fabrizi fosse stimato dai democratici, ma anche dai moderati (almeno da Capponi), lo dimostra questo accenno alla sua rimozione dall'insegnamento universitario: Ti confermo che sono un po' ansioso di sapere cosa vogliano fare di te. Intanto, quel non volere il Fabbrizi [sic] è stoltezza di Governo (G. Capponi a S. Centofanti, 14 ottobre 1849, in Lettere di Gino Capponi e di altri a lui, raccolte e pubblicate -da ALESSANDRO CARRARESI, II, Firenze, Le Mounier, 1883, p. 497).
3) E. MICHEL, Maestri e scolari, cit., pp. 384, 403, nota 1.
3') La prima lettera di Fabrizi a B. Ricasali che troviamo nei Carteggi di Bettino Ricasoli, a cura di MARIO NOBILI e SERGIO CAMERANI, è del 21 maggio 1852 (cfr. IV, Firenze, 1.947, pp. 224-225).
52) si veda P. ALATRI, / moderati toscani, il richiamo del Granduca e il decennio di preparazione. ìa Rassegna storica del Risorgimento italiano, XXXIX (1952), pp., 354-363;