Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
anno
<
1990
>
pagina
<
200
>
200
Giovanni Luseroni
per tentare di sottrarre il paese agli orrori della tirannide, come a quelli dell'anarchia; si spiegava poi che la scolta del giorno non era casuale, in quanto due anni prima aveva offerto agli uomini lo spettacolo meraviglioso d'un popolo che, sentendosi vicino al confine lo scalpito delle orde straniere, rinvia a un principe fuggitivo quella corona che per debolezza s'era lasciato strappare, sperando così di salvare la propria indipendenza, la propria libertà.4" In un altro stampato, di poco successivo, si può leggere, tra l'altro, questo appello ai toscani:
stringetevi, unitevi intorno a una bandiera santa davanti alla quale, lasciate tutte le gare di parte, tutte le convinzioni individuali, convergano le volontà, fatte concordi in un simbolo, e quel simbolo sia il tricolore. Quel tricolore che, difeso dalla spada e dalla lealtà di Vittorio, sventola ancora nella sacra terra che offre al mondo la doppia meraviglia d'un re che intende il suo popolo e d'un popolo che intende il suo re. 42)
Come si può vedere ci troviamo di fronte ad un serio tentativo di togliere l'iniziativa e l'arma della protesta ai democratici e di differenziarsi da quel moderatismo che, ancora scosso dagli eventi quarantotteschi, stava subendo passivamente la politica filoaustriaca e fortemente reazionaria di Leopoldo II. E questo tentativo si fece ancor più incisivo ed ebbe una certa sistemazione teorica in un foglio volante, contenente il Programma per la formazione di un PARTITO NAZIONALE, sul finire del settembre 1851.43) In esso si argomentava che mentre sulla questione della libertà gli animi divergevano , su quella della indipendenza concordavano nello scopo totalmente e in parte ancora nei mezzi, per cui quest'ultima doveva rappresentare il punto d'incontro di tutti i partiti che aspirano in diversi modi e per diversi gradi alla libertà . Dopo aver attaccato sia i Repubblicani unitari , che spinti da un principio santissimo in astratto dimenticano che le varie popolazioni italiane hanno ancora pochissimi elementi di unificazione , sia i costituzionali dinastici , che non tenevano di conto che il programma da essi propugnato suppone la cooperazione dei Governi , si faceva una disamina della situazione interna agli Stati della .penisola per concludere: Rimane il Piemonte; governo leale e liberale, per cui la indipendenza nazionale è condizione di vita e di grandezza; popolo forte, disciplinato, morale, che ultàmo entrato nella
41) 12 aprile 1851, passim, in Biblioteca e Archivio del Risorgimento di Firenze, Carte Fenzi, filza 109, inserto 1.
42) 27 aprile 1851, passim, Ivi
43) N. 1 .Programma per la formazione di un PARTITO NAZIONALE, foglio volante di 4 pagine presso la BLL. Per la datazione di questo stampato si veda la Risposta al programma di un Partilo nazionale, dì Antonio Martinati in F. DELLA PERUTA, I democratici e la rivoluzione Italiana. Dibattiti ideali e contrasti politici all'indomani del 1848, Milano, Feltrinelli, 1958, pp. 496-503.