Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
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1990
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Giovanni Luseroni
rivoluzionarie .61) In sostanza Ricasoli giustificava abilmente la politica per l'unità soprattutto in nome dell'ordine ed agitando il timore, -fittizio o reale che fosse, della rivoluzione; ed era anche su questo sensibile tasto che dovevano battere gli inviati toscani. Costoro infatti erano incaricati di far presente che, se il processo di riordinamento dell'Italia fosse stato procrastinato e non avesse portato all'annessione della Toscana al Regno sabaudo, si sarebbe verificata una situazione esplosiva con possibili sbocchi sovversivi e con ripercussioni incontrollabili.
Fabrizi e Giorgini (in realtà ai due si doveva aggiungere Galeotta, ma non sappiamo il motivo preciso per cui non li seguì) non raggiunsero la capitale francese, perché nel frattempo era caduto il governo Rattazzi; decisero così di fermarsi a Torino,62) da dove inviarono a Ricasoli preziose lettere confidenziali sulle intenzioni piemontesi, inglesi e francesi, di cui pubblichiamo qui in Appendice quelle inedite giacenti presso l'Autografo-teca Bastogi della Biblioteca Labronica di Livorno,63) per offrire agli stu-
61> B. Ricasoli a G. Fabrizi, 9 gennaio 1860, Ivi, voi. XI, 1960, pp. 194-195. ?) G. Fabrizi a B. Ricasoli, 18 gennaio 1860, Ivi, voi. XI, p. 264.
**) Per G. Fabrizi si veda ad nomen, ins. 73, mentre per G. B. Giorgini si veda ad nomen, ins. 911. In verità nei due inserti vi sono anche alcune lettere già pubblicate da Tabarrini e Gotti e da Camerani e Nobili; questi ultimi segnalano di aver riscontrato gli originali presso l'archivio di Brolio (ora depositato all'Archivio di Stato di Firenze), ma ohi scrive ritiene che essi si siano imbattuti in alcune copie, visto che le lettere contenute negli inserti dell'Autografoteca Bastogi risultano autentiche, ad un controllo calligrafico con altre missive di Fabrizi e di Giorgini a destinatari diversi. È probabile, inoltre, che Bastogi abbia collezionato le lettere di quest'ultimi e di altri mittenti di Ricasoli prima della pubblicazione ottocentesca delle Lettere e documenti curata dai due amici del barone di Brolio, perché sia nell'edizione di Tabarrini e Gotti, sia in quella di Nobili e Camerani, il testo delle lettere di Fabrizi e di Giorgini è uguale, mentre differisce dagli originali posseduti dalla Biblioteca Labronica. Ma delle varianti facciamo due esempi.
In Lettere e documenti, cit., IV, pp. 171-174, e in Carteggi di Bettino Ricasoli, city voi. XI, pp. 265-266, è pubblicata una lettera di G. B. Giorgini a B. Ricasoli, 18 gennaio 1860, mentre nell'originale la data è 19 gennaio 1860; quando Ricasoli quindi telegrafò, il 21 gennaio 1860, a G. Fabrizi: Approvo lettera Giorgini del 19 (Carteggi di Bettino Ricasoli, cit., voi. XI, p. 334), non si riferiva ad una lettera non pervenutaci, ma a quella che ha la data errata del 18 gennaio. Sempre nel IV volume di Lettere e documenti, pp. 182-183, e neirxi volume dei Carteggi di Bettino Ricasoli, p. 297, si legge in una relazione del 23 gennaio 1860 di Fabrizi a Ridolfì: Gli [a Cavour] annunziammo imminente la pubblicazione in Toscana di nuovi decreti per l'attuazione della legge elettorale sarda, che ci abilitasse a nominare in tempo opportuno Deputati al Parlamento , mentre nell'originale è ... a nominare in tempo opportuno Deputati al nuovo [il corsivo è nostro] Parlamento . Lascio al lettore le considerazioni sull'importanza dell'aggettivo nuovo tralasciato!
Nell'Appendice dì questo contributo sono riportate solo le lettere inedite, ma ci è sembralo opportuno soffermarci su alcune varianti (altre sono di poco conto) riscontrate sugli originali del carteggio di Fabrizi e Giorgini col barone di Brolio, non tanto per sminuire il lavoro di Tabarrini e Gotti e di Nobili e Camerani, quanto