Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
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1990
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Sull'annessione della Toscana
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diosi ulteriore materiale dà conoscenza sul lavorio immediatamente precedente al plebiscito.
Essendo questo lo scopo che ci siamo prefissi, non ci sembra quindi opportuno ritornare su quanto è stato scritto circa i preliminari diplomatici alla votazione dell'I 1-12 marzo I86O,64) ma cercheremo di tratteggiare lo stato d'animo e gli atteggiamenti dei due inviati toscani, cioè di due moderati che, come abbiamo visto, solo a metà del '59 sposarono la soluzione annessionista. Il professore lucchese, fin dall'inizio della sua missione, si mise in urto con Massari e Cavour, facendo intendere loro a chiare lettere e con scatti d'orgoglio, dignitosi ma sterili politicamente, che il desiderio dei toscani per l'unione col Piemonte non doveva essere inteso come sottomissione, o meglio come passiva dipendenza dalle decisioni e dalle titubanze altrui:
Alla Toscana si dovranno senza dubbio chiedere tutti i sacrifizi a costituire l'unità politica del nuovo regno. Ma appunto per questo non le si dovranno chiedere ohe i necessari... Certo l'idea di darci ad occhi chiusi, di farci una provincia come tutte le altre ha qualcosa di più generoso e appunto per questo sarebbe in questo momento la più popolare. Ma come anderà tea un anno, tra due? .65)
Giorgini poi intercalava l'esposizione delle notizie raccolte con riflessioni che mal celavano la persistenza di un attaccamento sentimentale alla Toscana autonoma:
Credi, scriveva ad esempio Betto mio, ch'io mi sento qui superbo d'essere Toscano, e di rappresentare il governo toscano e mi persuado che da Villafranca in poi, noi dal momento in cui il risorgimento italiano iniziato dalle armi, dovette essere proseguito e compiuto dal senno e dalla costanza civile, noi abbiamo rappresentata la parte che ci era assegnata dalle gloriose tradizioni della nostra storia e dalla superiorità della nostra cultura! w.66)
Con un simile stato d'animo improntato, come in passato, alla convinzione della superiorità morale, materiale e culturale del Granducato, le in-
per segnalare sia che evidentemente una parte delle carte Ricasoli è neH'Autografoteca Bastogi e che in quelle presso l'Archivio di Stato di Firenze vi sono copie non sempre fedeli, sia che per approntare un'edizione filologicamente corretta dei Carteggi di Bettino Ricasoli è opportuno controllare se presso la Biblioteca Labronica esistono gli originali di ciò che viene pubblicato, come del resto stanno facendo Clementina Rotondi e Giulia Camcrani.
64) Si rimanda infatti a C. PISCBEODA, Problemi dell'unificazione italiana, etti, pp. 187-269, ed a R. ROMEO* Cavour e il suo tempo, III, (1854-1861), Bari, Laterza, 1984, PP. 668-684.
) G. B. Giorgini a B. Ricasoli, 31 [gennaio] 1860, App.t doc. XIII.
66) G. B. Giorgini a B. Ricasoli, 21 [gennaio] 1860, App., doc. VI.