Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
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1990
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Giovanni Luseroni
zionata e assoluta, che sarebbe appunto quella forma d'accettazione la quale esigerebbe l'immediato esercizio della sovranità per parte del Re. Solo rimane la questione del da farsi nello stato transitorio. Avrai visto l'articolo di Massimo D'Azeglio che spinge tutti a procedere risolutamente. Questo articolo ha il torto di apparire scritto più particolarmente per sostenere i Romagnoli. E non ti nascondo che qui parecchi dicono: se il Re chiamasse il D'Azeglio nei suoi consigli, sarebbe poi uomo da attuare risolutamente i concetti espressi in quell'articolo? e ne dubitano conoscendo le tendenze moderate e il procedere circospetto di lui. Ora si domanda: la Francia e l'Inghilterra lascerebbero fare il Piemonte qualora il suo Governo assumesse un'attitudine più risoluta, e .prendesse la reggenza delle Provincie centrali finché non venisse ila decisione del Congresso? Qua! sarebbe il contegno dell'Austria in questo caso? Non sarebbe probabile che ripigliasse le anni per rinnovare la guerra? Ma di (fronte ai suoi reclami per l'inosservanza dei patti di Villafranoa, l'Imperatore Napol.e terrebbe il fermo, o piuttosto avverserebbe il procedere risoluto del Piemonte? In questo punto ricevo la tua lettera del 17,88) nella quale mi parli del Cavfalier] Mfarliani], e del suo maneggio. Veramente se si tratta di preparare la formazione di un regno centrale, io sono precisamente della tua opinione, cioè a noi convenga avversarlo, e star fermi al nostro voto d'unione per formare un regno forte italiano. Se diamo mano a preparare un Regno Centrale ci daranno poi un .Principe che non sarà secondo i nostri desideri, che complicherà le cose nostre, e farà ostacolo all'unificazione della nostra patria. V'è però un concetto intermedio, ed è quello proposto da alcuni deputati dei Ducati. Passando sopra al rigore del principio, cui si attiene il Governo toscano, di credersi cioè, dopo l'accoglimento del voto d'unione per parte del Re, privo della facoltà di devenire ad atti sovrani, si proporrebbe procedere alla riconvocazione delle Assemblee perché queste devengano per proprio moto alla elezione di un Reggente comune nella persona di quel Principe, che a noi ispirerebbe fiducia pienissima. Ciò secondo alcuni non sarebbe per niente una preparazione al Regno Centrale, ma bensì un avviamento alla perfetta unione col Regno Italico di Vitt. Em.e. In questo aspetto il fatto sarebbe di grande importanza, e qualora non venisse contestato dalla Francia e dalla Inghilterra, ma anzi riconosciuto, sarebbe veramente atto decisivo. T'invito a esaminar la questione in questo aspetto, perché mi pare delicata e gravissima per le conseguenze. Sarebbe forse questo il modo di levare gli scrupoli a questo Governo? Non oso emettere una opinione a questo riguardo, ma ripeto la cosa va esaminata attentamente.
.Non credo che Cencio potrà esser costì prima di Domenica prossima. Il gen. La Marmora accompagna il Re in Lombardia, e questa circostanza cagiona un ritardo nella partenza del col. Cadorna.
Di cuore mi dico
aff.mo amico
G. Fabrizi
8) Ivi, pp. 283-284.