Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
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1990
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Sull'annessione della Toscana
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Ieri sera partì, il Ce Moretti col Viviani soddisfatti del loro breve soggiorno in Torino, di che ho scritto al M. Ràdolfi. In questo punto ricevo la copia della lettera del march, di Lajatico, ch'egli mi acclude.
P.S. Prima di chiudere questa lettera, leggo il dispaccio elettrico di Parigi (di stamani) che ci annunzia un articolo del Monìteur, che si pronunzia contro l'annessione dei Ducati al Piemonte. Questa prima parte dell'art, fa qui cattiva sensazione, e s'intende che sia così. Io però guardo a una cosa che mi sembra molto importante. Per me risulta chiaro che la Francia e l'Inghilterra hanno già stabilito d'intendersi per sistemare la questione italiana. La sistemazione definitiva esclude il concetto di una dominazione austriaca su qualsiasi parte d'Italia con soldati austriaci. Ma se queste grandi Potenze dicessero agli Italiani: non più soldati austriaci in Italia; Parma al Piemonte, Modena alla duchessa, Toscana e Legazioni a Massimiliano, Venezia a Ferdinando IV? Bisogna star preparati a tutto e però vo fantasticando questo brutto pasticcio, che esce tutto dal mio cervello. Per la verità debbo dire che gli eccitamenti a fare nuovi atti non furono dati ai Toscani dai ministri, bensì da uomini autorevoli estranei al governo, meno uno.
IV
G. FABRIZI A [V. SALVAGNOLI?] *
Torino, 1 novembre 1859
A.C.
Mi duole di sentire che tu sia arrivato alla febbre: spero che starai meglio, e che saprai riguardarti e non affaticarti tanto.
Dianzi ho visto Dabormida, il quale mi ha detto che Fanti era aspettato stasera o domani; che sapeva da Farini che voleva dar la demissione, e che, ad ogni modo, non avrebbe fatto nulla di arrischiato.
Ora bisognerebbe trovare il modo di sottrarre la nostra lla divisione atta influenza diretta di chi potrebbe trascinarla per una via che a noi non piace.
Il gen. Dabormida mi ha mandato a chiamare per dichiararmi che il Governo non poteva dare il Consiglio di procedere alla nomina da me indicata nel mio telegramma di domenica. Gli ho risposto che se il Governo toscano radunava l'assemblea lo avrebbe fatto perché un atto solenne in senso monarchico - costituzionale diventava necessario quando l'Italia Centrale poteva essere da un momento all'altro trascinata nella via rivoluzionaria; che quando quest'atto si venisse per necessità riconosciuto non si sarebbe detto che ciò si faceva per eccitamento del Governo sardo, e che
89) BNF, CV, 53, 150. Anche se non -dirètta a Ricasoli, pubblichiamo questa lettera perché ci sembra utile a comprendere meglio le idee di Fabrizi.