Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
anno <1990>   pagina <218>
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Giovanni Luseroni
U governo inglese è fermo nell'idea di lasciarci fare. La Francia per ora non pare si opponga alle idee inglesi, né mette avanti progetti di regno centrale.
Di cuore ti saluto unitamente al Giorginl
aff.mo amico G. Fabrdzi
Sono stato dal Castelli per la consegna della cassa e tubo.
P.S. Castelli mi dice che Cialdini non accetterà e che bisognerà pen­sare ad altro generale per l'armata della Lega. Mi assicura è fermo nel voler l'unione nostra.
VI
G.B. GIORGINI A [B. RICASGLI]*)
Torino, 21 [gennaio] 1860
Caro Betto
Non abbiamo anche potuto vedere il Cavour che è stato tutto ieri occupato dalla grande faccenda del ministero. Pare che oggi i nuovi mini­stri entreranno in ufizio, e non dubito che il conte di Cavour al quale noi abbiamo -domandato un'udienza, ci spiccerà quanto prima. Voglio intanto comunicarti confidenzialmente le informazioni raccolte, e il concetto che dietro quelle mi sono formato della situazione. Ieri l'altro dunque siamo stati da Sir James Hudson che ci ha fatto la più cordiale accoglienza. Ieri abbiamo pranzato da lui. Sir James è Italianissimo: e quello che più monta il suo linguaggio è perfettamente d'accordo con quello di Lord John Russell. Le lettere confidenziali del primo ministro sono tali da ispi­rare la maggiore fiducia nelle disposizioni del governo inglese a nostro riguardo. Le sue preferenze decise sono per l'annessione: tuttavia se le popolazioni dell'Italia centrale si pronunziassero per la formazione di un regno separato, l'Inghilterra non avrebbe nulla da opporre. Solamente il re di questo nuovo regno, non potrebbe essere altro che un principe di Casa Savoia. Tutto questo impegno col quale la diplomazia inglese lavora in questo momento nel senso dell'annessione si spiega per la grande impor­tanza ch'ella annette a non lasciar entratura per la quale l'influenza fran­cese possa stabilirsi in Italia, dimostra che Ventante tra i gabinetti di Parigi e di Londra non è poi tanto intima quanto per altri indizj si potrebbe credere: che a Parigi si vagheggia sempre l'idea del regno centrale e si spera di mandarla ad effetto; che il pericolo è ora sempre dov'era l'indo­mani del 27 aprile; che 'tutta la nostra vigilanza deve essere diretta a sven­tarlo. Quanto allo stato delle trattative ho ragione di credere che sia pre-
93) BLL, Aut. B, ad nomen, ins. 911. Per la risposta si veda Carteggi di Bettino Ricasoti, cit., voi. XI, p. 296.