Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
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1990
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221
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Sull'annessione della Toscana
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Giorgini gli mosse parola del comandante delle forze della lega. Egli ci -disse che la scelta del general Fanti a ministro della guerra era stata considerata per più riguardi come la più opportuna, che Fanti era un tenente-generale sardo che tornava al servizio del Re, che se i Governi dell'Italia centrale giudicavano conveniente confermare in lui il comando dei-ile Forze della Lega, questa determinazione sarebbe stata considerata come segno della persistenza di quei popoli nei voti d'unione, ed aggiunse non sta a noi ma ai Governi centrali a vedere i vantaggi che la cosa presenterebbe sotto questo aspetto. Mi pare ohe se questo punto di vista è accettato come buono dai due Governi centrali si dovrà intanto provvedere alla nomina di un comandante in 2a, nella forma già stabilita]!]. A prima giunta tanto a Giorgini che a me questa questione non ci [si] presentava punto chiara, e ila confusione veniva accresciuta dalle erronee interpretazioni che si davano ai patti della Lega; ma le spiegazioni che ci dette in proposito IL eonte di Cavour bastarono a rimettere la cosa nella sua semplicità, ed appunto per non generare confusione egli non volle aggiunto nel decreto di nomina il titolo di comandante delle forze di Lega, come altri aveva proposto. A me sembra che non si debba insistere sulla questione di forma, avuto riguardo ai grandi vantaggi che in specie in caso di guerra deriverebbero da questa maggiore unificazione di tutto l'esercito italiano consentita dai due Governi centrali. Di questa cosa il Governo della Toscana potrà trattare con quello dell'Emilia, e venire di comune accordo a quel modo di conciliazione che si stimerà migliore.
Vidi ieri il principe di Latour d'Auvergne, il quale parte domani per Parigi, e mi volle gentilmente presentare ali suo successore barone di Talleyrand, che mi pare animato da sentimenti benevoli per noi. Io colsi l'occasione per informarlo del vero stato delle cose tra noi.
Giorgini sta bene, e ti manda i suoi cordiali saluti.
Di cuore mi confermo
aff.mo amico
G. Fabrizi
Non ho saputo nulla del Viviana. Del giorno della nostra partenza ti daremo avviso con telegramma. Vidi ieri il Bon-Compagni.
Vili
G.B. GIORGINI A [B. RICASCO] *)
Torino, 23 [gennaio] 1860 Caro Betto
Fabrizi deve averti ieri reso conto della conferenza che abbiamo avuto col conte di Cavour, e si propone di mandarne una relazione officiale al
95) BLL, Aut. B, ad nomen, ins. 911. Per la risposta si veda Carteggi di Bettino Ricasoli, cit voi. XI, p. 315.