Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
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1990
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Sull'annessione della Toscana
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terra medesima, aspettare l'esito. Li stessi riguardi si devono all'imperatore dei Francesi, il quale dopo il famoso opuscolo s'è rinchiuso in un silenzio impenetrabile, ed ha come ieri ti scrissi espresso il desiderio di non ricevere deputazioni dell'Italia centrale. Il Cavour non aspetta che l'imperatore si pronunzi sul punto dell'annessione, anzi crede che non vorrà pronunziarsi, e che gli impegni presi a Villafranca lo mettano nella impossibilità di farlo; ma crede necessario assicurarsi che non si opporrà troppo risolutamente, studiarlo, tentarne l'animo, facendo un passo alla volta, e osservando l'attitudine che prenderà a riguardo nostro, e ad ogni nuovo passo che faremo. Il permesso dato al Fanti di assumere il comando delle truppe dell'Italia centrale darà probabilmente luogo ad osservazioni, dalle quali potrà ricavarsi qualche lume. Questo fatto poi acquista una grandissima importanza quando si considera in relazione con quello della elezione dei deputati ad parlamento, (perché dimostra che i governi dell'Italia centrale procedono anche in questo d'accordo col Piemonte; anzi il Cavour aveva il progetto di scrivere a te e al Farini officialmente per congratularsi con voi della risoluzione che avete presa di preparare quanto occorra alle elezioni dei deputati, e per esprimere la speranza ohe tutte le difficoltà che si sono finora opposte all'unione saranno superate prima delle elezioni generali. Ma quello che il conte di Cavour m'ha detto di più importante è che il Piemonte ammetterà in ogni caso i deputati dell'Italia centrale, a qualunque punto si trovino le trattative, e che in una circolare ai suoi agenti diplomatici ha lasciato intendere e fatto fin d'ora presentire questa sua risoluzione. Questa risoluzione è immutabile; ma egli crede che per non mettersi dalla parte del torto, per non compromettere la riuscita del suo piano, nella esecuzione debbasi, come ti dicevo, usare ogni riguardo alle potenze che ci si sono mostrate tanto benevole, e che possono ancora renderci degli importanti servigi.
Mi pare che il conte di Cavour sarebbe lietissimo di sapere che questo piano è approvato da te. Per fare l'annessione il Piemonte ha bisogno di appoggiarsi ad un fatto nuovo, che lo metta nella evidente impossibilità di più oltre differire, senza esporsi e senza esporre l'Italia ai più grandi pericoli; e questo fatto sarebbero a senso suo, le elezioni dell'Italia centrale, e l'invio dei nostri deputati a Torino.
Tra i motivi per non precipitare nessuna risoluzione c'è anche il bisogno di appoggiare con imponenti apparecchi, e occorrendo anche dimostrazioni mihtari sul Po le deliberazioni del Parlamento; perché è pure tra i possibili che l'Austria ritenti la fortuna delle armi, nel qual caso sarebbe desiderabile che rimanendo la Francia a coprire la Lombardia, potesse l'esercito Italiano bastare a sostenere l'impeto ch'ella -facesse sul Po. Ma noi non siamo anche pronti, e le poche settimane ohe abbiamo sempre davanti a noi potranno essere utilmente impiegate.
Dal tuono generale della conversazione ho potuto convincermi che il Cavour è fermamente determinato a compire la grande impresa; e che tiene in grandissimo conto il giudizio tuo, come sente il bisogno di andare in ogni cosa d'accordo con te. Se tu potrai scrivermi un verso dal quale apparisca che tu dividi il suo modo di vedere, e ch'io possa mostrargli, gli farai di certo cosa gratissima.
Sono con tutto il cuore il tuo aff.
Bista