Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
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1990
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Giovanni Luseroni
aspettare la sua risposta, bene inteso che quella risposta, il tenore della quale è facile a prevedersi, non potrà avere nessuna influenza sulle risoluzioni dei nostri alleati. Dunque un paio di settimane, e poi siamo a cavallo.
Ma non bisogna illudersi. L'annessione proclamata ci mette di fronte alle questioni più ardue che un popolo possa esser chiamato a risolvere. Di queste bisogna ora seriamente occuparsi. Dal modo con cui l'annessione sarà intesa e praticata dipenderà la sua riuscita, e la felicità del nostro paese: è un'immensa responsabilità che pesa su tutti quelli che ci avranno avuto parte. Alla Toscana si dovranno senza dubbio chiedere tutti i sacrifizi a costituire l'unità politica del nuovo regno. Ma appunto per questo non le si dovranno chiedere che i necessari. Non sarebbe egli il caso di nominare una commissione mista, per cominciare fin d'ora li studi, e mettersi d'accordo prima che l'annessione si compia su certi punti più essenziali? Certo l'idea di darci a occhi chiusi, di farci una provincia come tutte l'altre ha qualcosa di più generoso e appunto per questo sarebbe in questo momento la più popolare. Ma come anelerà tra un armo, tra due? La questione esterna è per così dire finita. L'interna incomincia non meno grave e spinosa della prima; e come nella seconda, così nella prima tu non vorrai mancare al paese, né ritirarti dalli affari prima di aver compita ed assicurata l'opera tua. Ieri sera siamo stati al ballo di Cavour. H principe di Carignano mi disse che si compiaceva di quel disgraziato affare della reggenza, perché gli aveva procurata l'occasione di conoscerti personalmente. Domani alle 9 vedremo Cavour che ci ha invitati ad una conferenza forse per comunicarci le ultime dichiarazioni di Russell, delle quali ti ho parlato al principio di questa. A domani dunque.
Sono intanto con tutto il cuore tuo aff.mo
G. Batt. Giorgini
XIV
G. FABRIZI A [B. RICASOLI] ">
Torino, 4 febbraio 1860 Mio caro amico.
Ieri Arese mi disse riservatamente ohe sarebbe lunedì sera partito per Parigi, ed esternò il desiderio ch'io gli facessi compagnia. Gli risposi che prima di decidermi volevo consultarti, tanto più che non ho ancora ricevuto la tua lettera annunziatami, che probabilmente riceverò nella giornata.
Mi pare da qui innanzi Cavour desideri trattare direttamente con te: sicché la nostra presenza qui diventa meno necessaria. Oltreché la legazione sarda a Firenze dovendo esser soppressa, non ci ha più che fare uno o più inviati a Torino. Giorgini anderà con d'Azeglio a Milano mercoledì,
W) BLL, Aut. B, ad nomen, ins. 73. Per la risposta si veda Carteggi di Bettino Ricasoli, cit., voi. XII, p. 40.