Rassegna storica del Risorgimento

CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
anno <1990>   pagina <232>
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Giovanni Luseroni
corda pienamente: si tratta quindi di trovare il modo più semplice di con­fermare il voto già emerso senza che questo possa esser considerato come mutile e meno valido. Non è già che si possa né si debba da noi ricono­scere la necessità di una seconda votazione; ma se la Francia e l'Inghilterra che hanno con insperata risoluzione preso a favorire la causa dell'annes­sione, desiderano da noi un nuovo atto, una nuova e suprema manifesta­zione in quel senso, non possiamo noi ricusare di compiacerle purché la cosa si faccia nel modo più conforme alla dignità nostra. Si domanda da taluni perché le due grandi Potenze protettrici nostre esigano da noi questa estrema prova, di cui non si sa veder bene la utilità? e a ciò si risponde che sì l'Inghilterra ohe la Francia per giustificare dinnanzi all'Europa e a Vienna stessa la nuova loro risoluzione di più non opporsi all'unione no­stra col regno Subalpino, hanno bisogno di quest'ultima manifestazione con­fermativa delle precedenti: così si potrà dire ohe le cambiate circostanze non hanno punto mutato né indebolito i propositi nostri, e che null'altro vogliamo tranne la formazione di un forte regno italiano. In conclusione noi dobbiamo compiere questo grande atto il più presto possibile per le ragioni da te accennate nella,tua lettera del 4, e quindi è essenziale che ci mettiamo presto d'accordo per potere quanto prima presentare alle due grandi Potenze amiche una proposizione che ad esse riesca accetta.
Perciò stasera torneremo a veder Farini, e domani Cavour, al quale non torna sgradito ch'io accompagni Arese. Il tuo dispaccio di stamani mi dà facoltà di intraprender questo piccolo viaggio: quindi io mi determino a partire giovedì prossimo per Genova se nulla vi sarà in contrario.
Giorgini ti scrive da sé, e nulla quindi ho da aggiungere intorno a lui.
Qui non si riceve regolarmente il Monitore toscano: almeno sento ohe il Massari spesso si lamenta del servizio della posta, e non si può quindi pensare a combinarne qui il più sicuro invio a Parigi.
Ieri combinai [sic] al pranzo di 'Cavour il conte Carlo Alfieri che mi disse avere intenzione di fare un viaggio a Firenze per suoi privati affari, e aggiunse: spero che questa volta non desterò sospetti. Si lodò dei modi da te usati verso di lui, e mi pregò di avvertirti del suo arrivo perché in altri non faccia nascere dubbj intorno alle sue intenzioni.
Da Parigi ti manderò subito il mio indirizzo, e darò 31 congedo a Viviani.
Cavour ieri volle i rappresentanti dell'Italia centrale Farini e noi due intorno a sé, e lo disse alto a non pochi convitati. Avrei gradito che tu parlassi con lui, perché le sue idee intorno al da farsi prima e dopo l'unio­ne mi sembrano giustissime, e degne d'un uomo superiore, che non cono­sce pedanterie.
Addio. Di cuore mi confermo
aff.mo amico
G. Fabrizi
Mi dispiace che sia sospesa la venuta qui del Galeotti.
Busacca potrà mandare direttamente allo Scialoja l'appunto ch'io ri­chiesi. Scialoja mi ha promesso un cenno intorno al modo di riscossione delle gabelle e dazj di consumo, e sulla distribuzione all'erario e alle comunità dei loro prodotti. Cui v'è il sistema del canone gabellano impo­sto dal governo alle comunità, ma ha dato luogo a gravi e ripetuti lamenti