Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
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1990
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Sull'annessione della Toscana
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Quanto ai carichi che gravano sui comuni li troverete enumerati nella legge comunale e provinciale sarda. Tanto per ora in risposta all'ultima lettera del Busaoca.
XVI
G.B. GIORGINI A [B. RICASOLI] m
Torino, 6 febbraio 1860
Caro Bettino.
Abbiamo ieri pranzato dal conte di Cavour col quale abbiamo parlato lungamente della nuova votazione. Egli conviene che se potesse indursi la Francia a contentarsi di un atto che in Toscana facessero, prima di recarsi a Torino i deputati eletti per il parlamento generale del regno, o d'un voto emesso dalla vecchia assemblea sarebbe l'uno o l'altro di questi partiti preferibile a quello di una nuova votazione per mezzo di deputati eletti appositamente. Il Nigra va incari[ca]to d'Affari a Parigi invece del Des Ambrois che è richiamato. Doveva partire stamane, giovedì parte l'Arese con una missione officiosa. L'uno e l'altro avranno istruzioni concepite in questo senso. Se nessuno dei modi proposti da te col tuo telegramma di ieri fosse accettato, egli proporrebbe di far fare le nuove votazioni dai municipi facendo valere la considerazione che i municipi in Toscana essendo elettivi rappresentano veramente il paese, e che le elezioni sono state fatte in un'epoca abbastanza recente per ritenere che rappresentano lo stato attuale della pubblica opinione. Vorrebbe sapere quello che tu penseresti di questo espediente. Se anche questo fosse scartato, resterebbe lo scioglimento dell'assemblea, e la immediata riconvocazione dei collegi elettorali per la formazione di una nuova assemblea. Siccome le liste che hanno servito alle prime elezioni servirebbero anche per le seconde, la nuova assemblea potrebbe probabilmente riunirsi pochi giorni dopo lo scioglimento della prima. Sarebbe insomma quello che nelli Stati costituzionali si fa quando il -governo crede che il parlamento non rappresenti più la pubblica opinione, e per meglio constatarla ricorre a nuove elezioni.
Il Farmi è qui. S'è messo d'accordo col Cavour, è stato stamani da noi, ed ha dichiarato che accetta qualunque partito e se ne rimette in tutto e per tutto al giudizio tuo, e a quello del Cavour. Mi pare animato dalle migliori intenzioni e dal più sincero desiderio di procedere d'accordo con te. Sarebbe desiderabile di vedere scomparire qualunque traccia di diffidenza e di freddezza tra le Provincie dell'Italia centrale, di dare all'Europa una luminosa dimostrazione del perfetto accordo che regna tra tutti li Italiani. E questo credo si potrebbe ottenere procurando che Cavour, tu e Farmi foste eletti in tutte le capitali degli Stati die stanno per unirsi, cioè Torino-Fir-eoze-Modena e fors'anco Bologna e Milano. Se l'idea ti piace e credi possa riuscire a Firenze, la spingerò qui dove troverebbe le disposi
ne BLL, Aut B, ad nomen, ina. 911.