Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FABRIZI-RICASOLI); CARTEGGI (GIORGINI-RICASOLI); FABR
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1990
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Giovanni Luseroni
XXI
G. FABRIZI A [B. RICASOLI] *>
Parigi, 10 marzo 1860 Mio caro amico
Ti scrissi poche righe giorni sono,120* e poco mi rimane da aggiungere ora che la questione non è più qua, ma in Toscana e a Torino: in Toscana per il risultato che darà il suffragio universale, a Torino per ila decisione che prenderà il re, e che non sembra più dubbia dopo l'ultimo dispaccio di Cavour. Qui si mostrano scontenti dell'indirizzo dato alla questione toscana, indirizzo contrario alla conservazione di quella autonomia per la quale questi francesi sentono tanta tenerezza; ma quali saranno le conseguenze probabili? Stamani ho avuto una lunga conversazione con un antico uomo di stato, che opina nulla dover seguire per ora, perché l'Austria non s'arrischierà a passare il Po ancorché, come è voce, la Francia ritiri de sue truppe dalla Lombardia. Così pure pensa M. Drouyn de Lhuys. Se ci danno tempo noi dovremo continuare a consolidare l'opera nostra accumunando le leggi generali, e ordinando fortemente l'esercito nazionale per farlo capace se non di prendere l'offensiva almeno di star sulla difensiva aspettando che i tempi si maturino per da trasformazione di Napoli, e per l'impresa della Venezia, che sono le due grandi questioni che ci restano a risolvere.
Del tuo dispaccio feci uso presso qualche persona influente, che mi aveva fatte le obiezioni che ti dissi intorno alla proibizione dei giornali religiosi.
Ebbi sere sono una conversazione con M. Dupin, il quale entrò a dire: non potreste tutto conciliare facendo che il Principe di Carignano fosse nominato vice-re con amministrazione separata, ma mantenendo l'unità dello stato con una sola armata ed una sola diplomazia? Gli risposi che da sua idea sarebbe stata buona qualora l'annessione non si potesse fare.
Stamani v'è un articolo nel Constitutionnél sul suffragio universale, il quale vorrebbe far delle distinzioni assai sottili per diminuire la forza di questo modo di votazione da noi non richiesto né desiderato.
Dopo il voto dell'I 1 e 12 avremo le elezioni. Da Livorno mi scrivono che vorrebbero nominarmi, ma gli assenti hanno sempre torto. Del resto, come già ti scrissi, credo che ora la mia presenza qui non sia più necessaria. Cavour ha parlato chiaro nel suo dispaccio al Nigra, i concerti sono ormai presi tra Torino e Firenze, e un'azione separata della Toscana qui non avrebbe più autorità al punto cui son giunte le cose. Quindi mi pare che tu non debba più aver motivo per desiderare ch'io resti qui. Tutto quel che potevo fare per persuadere questi signori delle ragioni che ci hanno indotto a voler l'annessione l'ho fatto.
Ti saluto di cuore
aff.mo amico G. Fabrizi
19) BLL, Aut. B, ad nomen, ins. 73.
120) cfr. Carteggi di Bettino Ricasoli, cit., voi. XII, p. 244.