Rassegna storica del Risorgimento

CURATO FEDERICO; EUROPA RELAZIONI DIPLOMATICHE 1830-1859; REGNO
anno <1990>   pagina <240>
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Amici scomparsi
La ricerca sul tema, svolta con ricchezza di testimonianze e documenti editi, ed inediti provenienti dagli archivi dei Paesi predetti, nonché da quelli dì Madrid (Archivo histórico nacional e Archivo Ministerio asuntos exteriores), Archivio Segreto Vaticano, di Vienna (Haus-Hof und Staats-archiv), si avvale, anche, di -una serie cospicua di documenti ufficiali che si riferiscono ai rapporti fra i Paesi già indicati ed altri. Fra essi annotiamo quelli fra gli Stati Uniti d'America e il Regno delle Due Sicilie (pubblicati da H. Marraro nel 1951), quelli fra il Regno di Prussia e il Regno delle Due Sicilie (pubblicati a cura di G. Coniglio), fra questo e la Francia (a cura di A. Saitta), fra questa e il Granducato di Toscana ed il Ducato di Lucca, a cura dello stesso. Quasi tutti i predetti testi fanno parte della Serie delle Fonti per la storia d'Italia pubblicata dall'Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, già citato.
Ricca è, poi, la bibliografia, particolarmente di testi che si riferiscono alla storia del Regno di Napoli ed alle cause della sua decadenza e fine, da quelli che succedono di qualche anno o decennio al 1860 (G. Butta, R. De Cesare, P. S. Leopardi, T. Martin, N. Nisco) a quelli più recenti di H. Acton, G. De Sivo, A. Saladino, A. Zazo e di Ruggero Moscati alla cui memoria il volume è dedicato.
questa un'opera che ci appare fondamentale sul tema che si riferisce ad uno dei periodi più vari e tormentati della storia del Regno delle Due Sicilie, quello che va dal 1830 al 1860 e copre un'epoca che si apre, nel quadro politico europeo, con gli avvenimenti che, fra il luglio e l'agosto 1830, portarono in Francia alla caduta di Carlo X di Borbone e alla formazione di una monarchia costituzionale e liberale con Luigi Filippo d'Orleans e si chiude con il tramonto di una dinastia, quella Borbonica, e la fine di un regno, quello delle Due Sicilie. Dall'avven­to in Francia di mi ramo cadetto al posto di quello primogenito (pro­blema che era, pur sempre, rivoluzionario ed a cui particolarmente erano interessati gli Stati europei i cui sovrani appartenevano alla dina­stia di Borbone: Spagna, Due Sicilie, Lucca) prende le mosse di Curato per esaminare i delicati equilibri fra le Corti d'Europa che si sviluppano, per quanto riguardava quella di Napoli, dall'anno in cui, venuto a mancare l'8 novembre 1830 Francesco I, gli succedeva il primogenito, duca di Calabria, che assumeva il nome e titolo di Ferdinando II. La politica estera di questo Stato si svolge, pertanto e prevalentemente, negli anni in cui questi regnò, che vanno fino al 22 maggio 1859 in cui venne a morte dopo 29 anni di regno, passando il trono al primogenito Fran­cesco II, nato dalla prima moglie Maria Cristina di Savoia. E furono troppi, a giudizio dei liberali, gli anni in cui regnò colui che i siciliani bollarono con l'epiteto di Re Bomba, avendo egli consentito, nel settem­bre 1848, nel corso della ripresa delle operazioni militari per la riconquista dell'isola, che Messina fosse duramente bombardata anche nei quartieri di abitazione civile. Senza dubbio, gli eventi siciliani degli anni 1848-1849 avevano contribuito a determinare la linea di condotta intransigente e spietata con cui il Governo borbonico operò, in una linea politica interna estranea agli interessi di partecipazione democratica cui si avviavano fatalmente in quel tempo i popoli europei ed anche quelli italiani, sia per il progresso dei tempi sia a causa della influenza determinante che esercitarono sui casi peninsulari la Francia e la Gran Bretagna che